Certo che forse esiste una forte carica ironica nell’affermare che “D’Alema è un amico d’Israele e che capisce meglio di altri il Medio Oriente”.
Quindi la domanda che ci si pone è: “D’Alema è un agente del Mossad, inviato in missione in Libano a trattare con i terroristi, e le dichiarazioni a favore di Hamas fanno parte di un sottile gioco diplomatico per imbrigliare gli amici di Bin Laden e aprire contraddizioni atte a creare i presupposti per la pace in Medio Oriente, e dare la possibilità di vivere in pace e sicurezza allo Stato d’Israele e sviluppare la democrazia in quell’area?”
Se i nostri amici dimostrano quanto abbiamo appena affermato ci adeguiamo, anche se con una certa perplessità , e diamo il benvenuto a Massimo D’Alema nel club degli uomini liberi che lottano contro il terrorismo e l’ingiustizia.
Però fino a quando ciò che è stato detto a favore di D’Alema non sarà dimostrato egli rimarrà il passeggiatore di Beirut a braccetto con i terroristi.
Gerusalemme, 7 settembre ’07
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