NASSIRYIA - Ore 8:40, ora italiana. Un camion esplode a Nassiriya nel quartier generale militare italiano: è una strage. Il camion ha forzato il posto di blocco all’entrata della base e ha proseguito la sua corsa sino davanti alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logistico italiano. l’esplosione è stata potentissima, ha fatto crollare gran parte dell’edificio ed ha inoltre danneggiato una seconda palazzina dove ha sede il comando. I vetri delle finestre del complesso sono andate in frantumi. Secondo quanto si è appreso da fonti dello Stato Maggiore della Difesa, il numero dei militari morti nell’attentato è salito a 16 (12 carabinieri e 4 militari dell’Esercito). A loro si aggiungono due civili.
SEI SICILIANI TRA I MORTI - Sono complessivamente cinque i carabinieri morti nell’attentato di Nassiriya originari della Sicilia. Alcuni di loro si erano però trasferiti da tempo dall’isola per motivi di lavoro. Sono l’appuntato Domenico Intravaia, 46 anni, di Monreale, in servizio al comando provinciale dei carabinieri di Palermo, sposato e con due figli; il maresciallo Alfio Ragazzi, 39 anni, in servizio al Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina, anche lui sposato e con due figli; il carabiniere scelto Orazio Majorana, 29 anni, di Catania, in servizio nel battaglione Laives-Leifers, una comunità montana in provincia di Bolzano; il vice brigadiere Giuseppe Coletta, 38 anni, originario di Avola (Siracusa) ma da tempo residente a San Vitaliano, nel Nolano, in servizio al comando provinciale di Castello di Cisterna (Napoli), sposato e padre di una bambina di due anni; il maresciallo Giovanni Cavallaro, 47 anni, nato in provincia di Messina, da diversi anni residente a Nizza Monferrato dove viveva con la famiglia, in servizio al comando provinciale di Asti, sposato e con due figli. Oltre ai cinque carabinieri c' è anche un soldato originario della Sicilia tra le vittime dell’attentato a Nassiriya. È il caporal maggiore scelto Emanuele Ferraro, 28 anni, nato a Carlentini (Siracusa), di stanza nel sesto reggimento trasporti di Budrio (Bologna). Sale così a sei il bilancio dei siciliani morti nell’attentato.
l’ATTACCO - Come confermato dalla tv del Quatar, Al Jazira, l’attacco sarebbe stato compiuto, da uno o forse due kamikaze. La deflagrazione è avvenuta alle 10 e 40 locali, le 8 e 40 in Italia. Secondo le prime informazioni i militari, i colpiti fanno parte della Msu, l’unità multinazionale specializzata. La base colpita, ribattezzata «Animal House» si trova nella vecchia sede della camera di Commercio, sulle rive del fiume Eufrate, e della Msu si trova presso l’ex Camera di Commercio Locale: parte della palazzina è crollata.
MORTI E FERITI ANCHE TRA GLI IRACHENI - Dopo l’esplosione è stato attivato un numero telefonico (06.80982152) a disposizione dei familiari dei carabinieri in missione in Iraq. Uno dei pochissimi episodi di ostilità nei confronti dei carabinieri si era verificato sempre a Nassiriya lo scorso settembre. Disordini erano esplosi durante il pagamento degli stipendi ad ex militari iracheni. Il bilancio complessivo delle vittime è comunque più grave: oltre alle vittime italiane, ci sono almeno altri 8 morti tra gli iracheni (forse anche il kamikaze) e 12 feriti. Secondo la tv libanese il numero complessivo dei feriti dovrebbe essere superiore a 80. Nell’esplosione sono andati distrutti anche gli uffici di un edificio dove ha sede una Ong americana, la International Medical Corps, attiva nella zona da circa 6 mesi. Tra il personale della Ong vi sono almeno altri 10 feriti, tra cui lo stesso coordinatore, il britannico Ewmar Tiangle. l’esplosione ha innescato anche un violento incendio che ha distrutto quasi tutti i veicoli - jeep, furgoncini e camion - parcheggiati nel cortile antistante.
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