GERUSALEMME - Ancora un attentato suicida nella zona commerciale di Gerusalemme: un kamikaze ha fatto esplodere l’ordigno che portava con sè all’incrocio tra le vie King George e Histadrut, nella parte ovest della Città Santa. Secondo un bilancio ancora provvisorio, i morti sono almeno quattro, oltre al kamikaze. I feriti sono invece una quarantina, sette dei quali in gravi condizioni.
l’ordigno è scoppiato davanti a una pasticceria, molto vicino alla pizzeria Sbarro che nell’agosto scorso fu distrutta da un attentato con numerose vittime. I feriti sono più di venti.
Poco dopo l’attentato, è giunta la rivendicazione: a firmare quest’ennesima strage sono state le "Brigate Martiri di al Aqsa", braccio armato di Fatah, la fazione del presidente palestinese Yasser Arafat. A riferirlo è stata la televisione libanese al Manar, gestita dal movimento Hezbollah. E’ stato anche detto il nome del kamikaze: si chiamava Mohammed Hasheisha.
Questa nuova strage rende ancora una volta più difficile il dialogo tra le parti, per la pace in Medio Oriente. E infatti, subito dopo l’esplosione di Gerusalemme, Israele ha annullato i nuovi colloqui che erano in programma in serata.
La notte scorsa, si era conclusa con un nulla di fatto la seconda tornata di incontri tra rappresentanti delle forze di sicurezza d’Israele e dell’Autorità Nazionale Palestinese, con la mediazione di emissari della Cia e sotto la supervisione diretta dell’inviato speciale americano Anthony Zinni. Obbiettivo delle trattative era il raggiungimento di un accordo di cessate-il-fuoco.
E, prima ancora dell’attentato, il presidente americano George W. Bush era tornato a criticare il leader palestinese Yasser Arafat. "Francamente, sono deluso dalla sua azione", ha dichiarato ai giornalisti ricevuti nello Studio Ovale dopo un incontro con il suo vice Dick Cheney, appena rientrato da un viaggio in Medio Oriente. Bush ha spiegato che "alcuni passi avanti" sono stati fatti, ma che "Arafat deve fare tutto quanto è in suo potere per fermare la violenza".
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