Milano: “A Sarpi è boom di dormitori per cinesi clandestini. Da inizio anno Forze dell’ordine e vigili hanno effettuato 13 blitz in appartamenti, identificando 215 occupanti, di cui 61 irregolari e denunciando gli affittuari o i proprietari, per lo più connazionali, ad eccezione di due soli casi in cui erano coinvolti degli italiani. Gente senza scrupoli che lucra su quello che oggi è ormai un vero e proprio business”.
Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato che ha la delega ai rapporti con le Forze dell’ordine a seguito della duplice operazione di Polizia Municipale e Polizia di Stato che ha portato alla scoperta a Milano di appartamenti dormitorio per cinesi clandestini.
“Senza questa azione indefessa e sinergica - spiega De Corato - non so cosa sarebbe potuto accadere. Nell’ultimo anno la Polizia Municipale ha compiuto ben 35 operazioni nel quartiere Sarpi. Blitz che hanno portato a galla il business dei clandestini ma anche bische, negozi che vendevano merci contraffatte, centri a luci rosse, finti ambulatori medici”.
“A Milano - sottolinea De Corato - secondo l’ultimo rapporto Ismu, su 37mila irregolari stimati, più di 11mila proviene dall’Asia. Ma temo che stiamo assistendo a un rialzo. E da Sarpi questa situazione di illegalità si sta trasferendo in altre parti della città , come dimostra la scoperta dell’appartamento di via Aicardo e, nel recente passato, di quello di via Padova”.
Ultimi Articoli
Borse di studio universitarie, Regione Lombardia stanzia oltre 114 milioni per il 2026/2027
Maltempo in Lombardia, formalizzata la richiesta di stato di emergenza nazionale
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva l'organo a una giovane madre
Due rimpatri sanitari: Regione Lombardia riporta a casa due cittadine da Albania e Grecia
MOBIDAYS, Milano dedica una settimana alla mobilità per tutti e tutte
Bagni sicuri in lago e fiume: i consigli di Carlo Gionne dopo i recenti annegamenti
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: Vincenza Palmieri denuncia il “Sistema Piemonte”