Milano: “Questo è il risultato del clima malato che si sta instaurando e che vede una continua caccia alle streghe, dove le streghe sono diventati assurdamente i vigili urbani. Se non si abbassano i toni, come ha invitato saggiamente il Sindaco Letizia Moratti, e non si smette di strumentalizzare emotivamente singoli episodi, non si esce da questa situazione”.
Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato dopo che un lavavetri ha denunciato per percosse un vigile urbano.
“Da circa un mese - spiega De Corato - si è alla ricerca spasmodica di presunte motivazioni razziste alla base di episodi isolati di cronaca. Si è cercata questa tesi nel caso della morte del ragazzo in via Zuretti, nonostante fosse smentita dalla Magistratura, dalla Prefettura e dalla Questura. L’hanno cercata i rom che hanno presentato ricorso per lo sgombero di San Dionigi, salvo poi constatare che il Tribunale ha dato ragione all’Amministrazione negando forme di discriminazione e sostenendo che l’intervento era stato effettuato per motivi di sicurezza e difesa della salute degli stessi occupanti abusivi. Si è cercata ancora questa formula a effetto nel caso del senegalese ammanettato che è stata smentita dagli stessi legali del fermato. E oggi si riprova con l’episodio del lavavetri”.
“Curioso - sottolinea de Corato - che la querela arrivi, come riportano le agenzie di stampa, quasi alla scadenza dei termini utili per la rivalsa in sede giudiziaria, ovvero a quasi tre mesi dal fatto. Una denuncia in zona Cesarini che non può non alimentare il dubbio che tutto sia legato all’attuale clima che si è creato. Tanto più - aggiunge De Corato - che, a quanto si apprende sempre dalle agenzie di stampa, non ci sarebbe alcun referto medico, che testimonierebbe le percosse, perché il rom ’spaventato’ avrebbe preferito non recarsi al pronto soccorso”.
“Tutto questo - prosegue De Corato - non esime l’Amministrazione dall’obbligo di approfondire quanto avvenuto. Ma di qui a far passare il caso per razzismo ce ne corre. E non bisogna dimenticare che i vigili hanno censito dal luglio 2007 oltre duemila rom romeni per strade e baraccopoli e in tre mesi più di 700 senza fissa dimora dediti all’accattonaggio o impiegati come lavavetri ai semafori. Tutto questo senza che si sia verificato alcun problema. Ma a quanto pare fa comodo sostenere che a Milano ci sia la ’peste’ del razzismo, anche se non c’è, e paradossalmente gli ’untori ’sarebbero diventati i vigili, che in nove mesi hanno subito 76 aggressioni per tutelare la legalità e la sicurezza di tutti. E che i ’ghisa’ siano vicini ai cittadini, i milanesi lo sanno”.
“Sulla vicenda - spiega il comandante Bezzon - siamo assolutamente sereni e non abbiamo nulla da nascondere. Anche perché l’autorità giudiziaria è stata informata del fatto il 17 luglio e non a tre mesi di distanza come risulta dalla querela del fermato. Nella denuncia si fa presente che il lavavetri svolgeva un’attività in modo molesto e che l’agente ha usato il distanziatore di gomma in quanto il rom tentava di sfuggire, senza peraltro provocargli alcuna minima lesione. Faccio inoltre presente che le persone che oggi si ergono a testimoni, sono intervenute a fatti conclusi. E tra queste, secondo la descrizione contenuta nella nostra denuncia del 17 luglio, c’è anche la legale che ha ora sporto denuncia”.
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