Roma: In relazione alle notizie apparse sui giornali il 21/11 e 22/11/2007, in particolare nel quotidiano ''La Repubblica'', riguardanti il connubio Mediaset-Rai negli anni 2004/2005 che, di fatto, potrebbe aver determinato un accordo sui palinsesti, a pregiudizio della concorrenza e, di conseguenza, dei dati auditel e della spartizione del mercato pubblicitario, Telefono Antiplagio chiede cortesemente all’Autorita' Antitrust di valutare ed approfondire, per avviare un'eventuale indagine, le seguenti affermazioni, riportate il 21/11 e 22/11/07 dal quotidiano ''La Repubblica'':
21/11/07
- Le due superpotenze nazionali della tv, che dovrebbero competere aspramente per la conquista dell’audience, fare a gara nella pubblicazione di servizi esclusivi, in realta' si scambiano informazioni sui palinsesti. Concordano le strategie informative nel caso dei grandi eventi della cronaca. Orchestrano i resoconti della politica.
- È il quadro che emerge dalle intercettazioni telefoniche - realizzate tra la fine del 2004 e la primavera del 2005 - allegate all’inchiesta sul fallimento della ''Hdc''.
- I direttori di Tg1 e Tg5 (all’epoca Clemente J. Mimun e Carlo Rossella) fanno, testuale,''gioco di squadra''.
22/11/07
- Rai e Mediaset, nella primavera del 2005, avevano deciso di condividere perfino la politica degli spot, perlomeno nel caso di alcuni eventi straordinari.
- Cattaneo (ndr, direttore generale Rai) ha parlato con Piersilvio (ndr, Berlusconi) e si sono accordati per dare coerenza ai palinsesti in relazione a una presunta notizia della morte del Papa.
- Ci sono le prove documentali di questa operazione sotterranea, che ha agito per anni alle spalle dei Consigli di amministrazione, della Commissione di vigilanza, dei moniti del Quirinale sul pluralismo dell’informazione.
- E gli appunti dei finanzieri sulle conversazioni telefoniche rivelano un intreccio pilotato tra Mediaset e Rai che coinvolge manager di derivazione berlusconiana e uomini che guidano strutture informative, con scambi di informazioni tattiche e strategiche, mosse concordate sui palinsesti per ''coprirè' notizie politicamente sfavorevoli al Cavaliere, ritardi truffaldini nella comunicazione al pubblico di risultati elettorali negativi per la destra.
- È la rivelazione di un metodo che mina alle fondamenta il mito imprenditoriale berlusconiano, perché sostituisce la complicità alla concorrenza, la sudditanza all’autonomia, la dipendenza al mercato. Il tutto in forma occulta, con la creazione di una vera e propria rete segreta che crea un ''gioco di squadra'' - come lo chiamano le telefonate intercettate - che ha un unico capitano, un unico referente e un unico beneficiario: Silvio Berlusconi.
Cio' premesso, Telefono Antiplagio chiede cortesemente all’Autorita' Antitrust di acquisire dalla Procura della Repubblica di Milano copia delle intercettazioni telefoniche summenzionate e di accertare eventuali violazioni delle Leggi sul conflitto d'interessi, la concorrenza e le pratiche commerciali scorrette ed eventuali accordi e/o controlli ancora sussistenti tra l’azienda privata Mediaset ed il servizio pubblico radiotelevisivo.
Si ringrazia anticipatamente e si inviano distinti saluti.
Per Telefono Antiplagio, prof. Giovanni Panunzio (resp.) www.antiplagio.it - telefono@antiplagio.it
Cagliari, 22/11/2007
TELEFONO ANTIPLAGIO 338.8385999
Comitato italiano di volontariato in difesa delle vittime di ciarlatani e santoni e contro gli abusi nelle telecomunicazioni e nei confronti di minori (dal 1994)
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