Premessa: I 54 componenti del CMI sono stati chiamati a partecipare alla IV Conferenza programmatica, preparata da sei incontri svoltisi nel corso degli ultimi due mesi.
Il documento allegato è il risultato di tutte queste concertazioni, che hanno avuto luogo in Italia il 15 settembre a Torino ed il 16 settembre a Taranto.
Il CMI, unico organismo abilitato a rappresentare i monarchici riuniti nelle associazioni ad esso aderenti, opera da sempre in modo trasparente, forte della sua dialettica interna e del rispetto, sin dalla sua fondazione, dei principi enunciati nel suo Manifesto del 4 marzo 2005.
Non ha dunque mai avuto timore di denunciare con franchezza incongruenze, limiti, difetti, assurdità e contraddizioni delle nostre istituzioni.
La forzosa confluenza di due visioni del mondo inconciliabili sollecita passioni, miti, entusiasmi e può mettere insieme supponenza saccente e populismo sfrenato, idealismo irrealistico e sprezzante pretesa d'imporsi in nome di un credo politico.
Il pensiero del CMI è tutto per l’Italia e gli italiani, e si rivolge esclusivamente all’aspetto istituzionale, mantenendosi al di sopra della lotta fra partiti e nella speranza di far comprendere finalmente che istituzioni equilibrate sono possibili solo con la Monarchia Costituzionale.
Lavoriamo per unire i soggetti che lo possono essere, lontani dagli smaniosi che cercano di sottomettere la realtà ai propri desideri con un discorso caotico e rissoso che non fa progredire le idee, anzi allontana maggiormente le persone di buona volontà . La frantumazione è pericolosa quanto un'alleanza dei contrari, cioè il contrario di un'alleanza. Siamo contrari a chi vuole provare la sua indipendenza rinnegando i suoi amici. La fedeltà innanzi tutto.
A chi dice che la giustizia non è sempre integralmente giusta rispondiamo che l’assenza di giustizia è la suprema ingiustizia.
L’agitarsi nel vuoto o l’alleanza dei contrari non potrà mai essere una soluzione.
Solo un Re può incarnare l’unità della Nazione.
Coronare le nostre istituzioni non è un sogno, ma un impegno realizzabile.
È necessario perciò ripartire da principi condivisi, che non hanno colore politico. Principi che, riassunti in un testo condiviso da tutte le persone di buona volontà , costituirà la base di un nuovo Risorgimento d’Italia.
Eugenio Armando Dondero
Portavoce
Coordinamento Monarchico Italiano
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