ROMA - Prima di concludere la puntata di Porta Porta con uno show insieme al suo partner musicale Mariano Apicella (ex posteggiatore con il quale il premier scrive canzoni), Silvio Berlusconi prova a smuovere le acque intorno all’articolo 18. E lo fa con una frase che dovrebbe essere un'offerta al sindacato: "Possiamo anche ritardare l’approvazione della riforma dell’articolo 18 e, nel caso di un accordo generale, non escludere una revisione della riforma presentata". E Berlusconi si farà carico del problema direttamente portando a Palazzo Chigi la "regia" del confronto. "Roba vecchia", si affretta a rispondere Guglielmo Epifani, numero 2 della Cgil che erediterà da Cofferati la spinosa pratica della riforma del mercato del lavoro.
Berlusconi da Vespa come al solito gioca a tutto campo: promette "interventi del governo per l’industria dell’auto", promette "più di un milione e mezzo di posti di lavoro in 5 anni", rimanda di 3 anni l’apertura dei cantieri per le grandi opere ("prima ci sono i progetti" spiega). Ma è l’articolo 18 il nodo attuale per il governo e così il premier introduce l’argomento ribadendo la volontà di "riaprire il dialogo" con Cgil, Cisl e Uil. Poi spiega: "Il governo può anche ritardare l’approvazione della riforma dell’articolo 18 da parte del Parlamento. Se c’è un accordo generale, non escludo anche una revisione dell’attuale formulazione". Alla domanda se questo significhi uno stralcio dalla delega, il premier ha risposto: "Non so quale possa essere lo strumento tecnico. Non credo, però, che si possa continuare a fare accordi come quello sul pubblico impiego e poi i sindacati se ne dimenticano". Per questo Berlusconi ha annunciato che su questa materia assumerà "la regia a palazzo Chigi" per un confronto con i sindacati al fine di "decidere tutto insieme e non una cosa per volta. Ed allora si può discutere anche dei contenuti del’attuale articolo 18".
Rutelli minimizza: "Fa campagna elettorale". Il leader del centrosinistra a Primopiano su RaiTre risponde a distanza al premier e insiste sulle "promesse non mantenute". "Ho visto - ha ironizzato Rutelli - che Berlusconi da Vespa ha cantato, io potrei cantare 'Parole, parole, parolè, ma sono stonato. La verità è che Berlusconi meno realizza più promette". E sull’articolo 18 dice: "Quelle di Silvio Berlusconi sull’art. 18 sono solo chiacchere. Non ho sentito nulla di nuovo".
E nemmeno i sindacati sembrano convinti. Guglielmo Epifani (Cgil) risponde secco: "Nelle parole del presidente del consiglio non c’è alcuna novità ". Per il vice di Cofferati, non si tratta di modificare la riforma dell’articolo18. "Noi - ha aggiunto - di articolo 18 non ne vogliamo parlare nè prima, nè durante, nè dopo la trattativa. La norma non va cambiata ma tolta di mezzo". Il percorso ipotizzato da Berlusconi viene subito bloccato.
Ed anche il segretario della Cisl Savino Pezzotta si tiene distante: "Se il governo ha qualcosa da dire riapra ufficialmente il tavolo". l’unico che apprezza le parole del premier è il numero 2 della Uil Adriano Musi che però ricorda: "Da tempo i sindacati chiedono che riprenda il confronto, attendiamo di essere convocati, non siamo certo noi a rifiutare il confronto".
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