COGNE -- Per la prima volta, a 40 giorni dall’omicidio del figlio, la mamma di Samuele Lorenzi, Annamaria Franzoni, ha raccontato in un’intervista al Corriere della Sera e al Secolo XIX la sua verità sulla morte del bambino, mentre il marito, oggi, lunedì, è stato intervistato da Studio Aperto.
Il racconto di Annamaria
Rievocando i momenti più terribili: "Quando sono entrata nella stanza, ho visto che Sammy era coperto. Ho pensato che mi facesse cucù. Però ho sentito che respirava in modo strano. Ho tirato su il piumone e l’ho trovato in un lago di sangue. La faccia era pulita, non era sporca. Ho tirato giù la trapunta, e ho visto ancora tutto questo sangue dietro alla sua testa. Ho cominciato a gridare ’Sammy, Sammy', l’ho chiamato, urlavo. Dentro di me, mi sono detta: ’E’ stato male, è stato male e io non c’ero".
La donna si è anche difesa dalle accuse che in modo più o meno velato le sono state rivolte dalla stampa: "Il mio dolore di madre, lo sento solo io. Sento di aver perso mio figlio e sento di non essere creduta. Sono una persona sincera, faccio fatica a dire le bugie. Non è giusto che si pensino queste cose di me", ha detto, Annamaria respingendo ogni sospetto sul suo conto.
La mamma di Samuele ha raccontato ogni dettaglio di quella mattina: dalla prima chiamata alla guardia medica, perché era lei a sentirsi male, fino al momento in cui ha abbandonato la casa per accompagnare il figlio maggiore alla fermata del pulmino. Samuele era sul letto, "appisolato, tranquillo".
«Ho chiuso, ma non a chiave»
"Sono uscita facendo piano per non fargli capire che ero via - ha raccontato Annamaria - ho chiuso la porta ma non a chiave, tanto sarei tornata subito". Pochi minuti dopo la mamma rientra in casa e scopre Samuele "in un lago di sangue".
"Ho cominciato a gridare. Ho pensato che lui mi avesse chiamato talmente forte da vomitare. Mi sono avvicinata, lo toccavo, lo chiamavo, ma lui non mi diceva niente. Gli ho preso la manina, vicino alla faccia, mi sono trovata il cervello sulle dita. E solo allora mi sono accorta dei tagli, del taglio enorme che aveva sulla fronte, che prima non avevo visto, e lui non mi rispondeva".
Poi è arrivata Ada Satragni, la psichiatra medico condotto del paesino, chiamata da Annamaria: "Si è tuffata dentro per aiutare Samuele. Mi ha chiesto una catinella, sono andata in lavanderia a prenderla, l’ho riempita d’acqua e gliel’ho portata. Poi mi ha chiesto del cotone, prima un pacco, poi un altro. Gli ha fatto una puntura, ma lui non si muoveva più".
"Devono trovare l’assassino - ha concluso Annamaria Franzoni - Noi abbiamo paura, anche per tutti quelli di Cogne. Chi ha ucciso Samuele è ancora lì. Io ho paura a tornarci, ho paura per Davide, e per tutti i bambini di Cogne". (CONTINUA...)
Ultimi Articoli
Abbonamento Musei Lombardia: 240 luoghi e 40 mostre per un'estate di cultura
Ferragosto in Lombardia, prenotazioni turistiche in crescita del 9,3%
NVIDIA lancia Nemotron 3.5 Lightning e NeMo Switchyard: modelli aperti e routing intelligente per agenti AI
Trump firma ordine sui vaccini infantili: riduzione a 11 malattie e richiami separati, citato il legame con l'autismo
Monferr’Autore Festival, settembre tra Giorgio Faletti, Emidio Clementi e nuova musica
Milano, nuovo bando per il car sharing: più veicoli elettrici e servizio esteso alle periferie
Sesto San Giovanni, Nichelcrom investe nei siti produttivi: demolito un capannone per fare spazio a un nuovo impianto
Milano, aperti i concorsi per progettare i nuovi quartieri di Zama-Salomone e Porto di Mare
San Siro, l'ex mercato di piazzale Selinunte diventerà uno spazio per i giovani