Francesco Zenzale - La confessione è un’esperienza spirituale mediante la quale noi dichiariamo, con umiltà e sincero pentimento, la nostra fallibilità davanti a Dio che conosce ogni dettaglio della nostra vita (Salmo 139).
Essa esprime l’inevitabile sentimento di bisogno e di indegnità che accompagna la consapevolezza che abbiamo della grandezza di Dio. Quando Isaia vide "il Signore assiso sopra un trono alto, molto elevato", disse, "Ahi, lasso me, ch'io sono perduto! Poichè io sono un uomo dalle labbra impure" (Isaia 6:1- 5). Non possiamo vivere in presenza di Dio senza sentire i limiti del nostro essere creature e la nostra condizione di peccato.
Se il peccatore vuole essere liberato dal doloroso senso di colpa e dalla schiavitù del peccato che l’opprime, deve necessariamente umiliarsi, riconoscere la propria colpa e confessare i propri peccati, seguendo l’esempio del figlio prodigo che esclama: "Padre, ho peccato contro il cielo e davanti a te e non sono più degno di essere chiamato tuo figlio" (Luca 15: 21), oppure quello del pubblicano che non osa neppure alzare gli occhi, si batte il petto e dice: "O Dio, sii placato verso me peccatore" (Luca 18: 13).
Entrambi non cercano di giustificarsi davanti a Dio e non manifestano alcuna reticenza nella loro confessione, ma sono pronti ad accettare le conseguenze dei loro peccati. La loro confessione non è vaga e anonima, una ammissione di colpe indefinite: è personale, menzionano i peccati in tutta la loro gravità ed orrore. Esprimono il desiderio e la volontà di separarsene, di riparare al male fatto, come risulta anche nell’esperienza di Zaccheo (Luca 19), cercando di non ricadere più negli stessi errori. La loro confessione è sincera, profonda e completa.
“Chi copre le sue trasgressioni non prospererà , ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia” (Proverbi 28: 13). Il perdono divino è consequenziale al sincero pentimento e alla confessione dei nostri peccati fatta con piena fiducia: «Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità . Ho detto: «Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno», e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato» (Salmo 32: 5).
La Bibbia ci presenta diversi modi di confessioni. I più noti sono quelli di Davide (Salmo 51), di Nehemia (Nehemia 1: 5-7) e di Daniele (Daniele 9: 4-19).
Approfondimento, su richiesta: “Il potere di perdonare i peccati” - assistenza@avventisti.it
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