"PAROLE...”

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Ci sono parole leggere, vuote, insignificanti: nutrono il tipico chiacchiericcio fra simili. Poi ce ne sono altre... dense, quintessenziali, distillate dalla vita:nel loro prisma si rifrange la verità.
Le prime scaturiscono dai sentimenti;le altre dall’esperienza.
I sentimenti li provano tutti, corredano ogni esistenza, percorrono il crinale della banalità.
Le esperienze si sedimentano a fatica in successive stratificazioni fino a costituire un'ingente patrimonio di ricordi. Ma i ricordi da soli non bastano. Prima che avvenga una loro intima e profonda rielaborazione, affollano una mera e sterile collezione di aneddoti, cronache e istantanee di avvenimenti vissuti. I ricordi devono inabissarsi nell’inconscio, scomparire, morire. Solo allora... e se e quando riaffiorano... sono inscindibili dall’essenza stessa del nostro Io e si rivelano in un gesto, in uno sguardo. E, a volte, preziosità nella preziosità, accade che dal nucleo centrale del passato fiorisca una rivelazione sotto forma di... parole.
Quelle sì che contano, che vanno dette, che meritano di essere ascoltate! Centrale diventa il rapporto con il creato. Le cose producono esperienza solo quando sappiamo farle parlare. Occorre metterle in primo piano, accoglierle e donarsi affinchè ci svelino i loro segreti. E, se non hanno segreti da svelare, sanno riflettere le nostre intime contraddizioni, i nostri più colorati vagheggiamenti. Così ricamiamo il futuro e rendiamo più lieve il fardello della quotidiana fatica di esistere.
Rosario Tiso
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