Nell’attuale situazione di mercato del trasporto aereo, il posizionamento strategico di Alitalia nell’Unione europea potrebbe prevedere la realizzazione di alleanze con altri importanti vettori europei. Per consentire ed agevolare tale processo il Governo ha stabilito modalità precise per la definitiva privatizzazione della compagnia aerea italiana.
È stato, infatti approvato in via definitiva (CdM del 3 febbraio scorso) il decreto che definisce i criteri di privatizzazione e le modalità di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’economia e delle finanze nel capitale Alitalia-Linee Aeree Italiane s.p.a..
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L’alienazione potrà essere effettuata, anche in più fasi, mediante il ricorso singolo o congiunto a offerta pubblica di vendita, trattativa diretta, adesione ad offerte pubbliche di acquisto o di scambio, operazioni di scambio di titoli, ovvero cessione di diritti di opzione, fermo restando che, almeno in una prima fase, la partecipazione del Ministero dell’economia e delle finanze al capitale di Alitalia " Linee aeree italiane S.p.A., non potrà risultare inferiore al 30 per cento.
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Il provvedimento è in linea, da un lato, con l’impegno assunto dal Governo il 13 luglio 2004 con la Commissione europea al fine di rendere minoritaria la partecipazione dello Stato nel capitale della società al massimo nel periodo di dodici mesi dalla concessione della garanzia sul prestito ponte di 400 milioni di euro. Dall’altro, con l’accordo del 23 settembre 2004 tra Alitalia e le Organizzazioni sindacali, nel quale è stato evidenziato l’intendimento del Governo a mantenere comunque una partecipazione al capitale di Alitalia di misura non inferiore al 30 per cento.
Infine, il decreto-legge 24 giugno 2004, n. 159 "Misure urgenti per favorire la ristrutturazione ed il rilancio dell’Alitalia", convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2004, n. 203, ha previsto la concessione di garanzie dello Stato conformemente alle norme comunitarie a valere su finanziamenti di breve termine contratti da Alitalia per il tempo necessario a consentire la definizione e la successiva realizzazione da parte della stessa società di un piano industriale di ristrutturazione e rilancio.
Il Piano industriale di ristrutturazione e rilancio per il periodo 2005-2008 è stato approvato dall’Alitalia il 20 settembre 2004 e trasmesso al Ministero dell’economia e delle finanze il 6 ottobre 2004. Il Piano è coerente con i termini dell’accordo del 6 maggio 2004 tra Governo, Alitalia e Parti sociali e con la normativa comunitaria in tema di aiuti di Stato. Tra gli elementi fondamentali contenuti nel Piano di ristrutturazione e rilancio è indicato un aumento di capitale della società la cui sottoscrizione, prevista entro il primo semestre del 2005, dovrà avvenire con il concorso, almeno proporzionale, del mercato e/o di altri operatori industriali del settore, in linea anche con i richiamati impegni assunti dalle autorità italiane in sede comunitaria.
Nella scelta delle modalità con le quali realizzare la privatizzazione di Alitalia vengono assicurati gli obiettivi dell’azionariato diffuso e della stabilità dell’assetto proprietario, anche in considerazione della tutela delle caratteristiche di servizio di pubblica utilità della attività svolta da tale soggetto.
Fonte: DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’economia e delle finanze nel capitale di Alitalia - Linee aeree italiane S.p.a.
LEGGI IL DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_...
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