Roma " Una missione alla settimana con almeno 10 imprenditori italiani, per un totale di 50 missioni e 500 imprese che ogni anno vanno in cerca di affari in uno dei 13 paesi dell’area mediterranea.
Ogni mese, inoltre, una delegazione estera ha incontrato in media 12 imprese italiane interessate a sviluppare business in un paese dell’area mediterranea. Sono questi i principali numeri presentati quest’oggi nel corso della III Conferenza sull’Internazionalizzazione promossa da Unioncamere.
“E’ quella del Mediterraneo " ha dichiarato il Presidente di Unioncamere, Carlo Sangalli- un’area di grandi potenzialità : 240 milioni di abitanti e tassi di crescita superiori alla media. Un’area ”€œha proseguito Sangalli - presidiata dal sistema camerale italiano: sono, infatti, 67 tra Camere di Commercio, aziende speciali ed Euro Info Centre, le strutture che attualmente hanno in corso attività in quei paesi”.
500 imprese e 50 missioni " 2 imprese al giorno, se si considera la settimana lavorativa, hanno visitato uno dei 13 paesi dell’area mediterranea per cercare nuove opportunità di affari. Di queste il 32% risiede nel Nord Ovest; il 27% nel Nord Est; il 24% nell’Italia Meridionale e insulare e il 16% nel Centro Italia. In particolare, il 47% delle PMI italiane ha partecipato a progetti speciali avviati dalle Camere di Commercio; circa un terzo delle 31% a missioni all’estero e il restante 22% partecipazione a fiere.
L’attività delle Camere di Commercio " Sono, invece, 67 le strutture camerali attive nel Mediterraneo. Questo, in particolare, è quanto emerge da un’indagine promossa Unioncamere e realizzata da Mondimpresa, l’agenzia per la mondializzazione delle imprese italiane. In particolare, Tunisia, Egitto Marocco e Turchia sono i paesi che costituiscono i principali poli d’attrazione delle nostre. Camere di Commercio. L’indagine ha permesso di identificare 100 attività realizzate dal sistema camerale italiano nei paesi del Mediterraneo. In particolare, delle 100 attività censite il 43% ha riguardato missioni, fiere e delegazioni estere; il 22% attività informative rivolte agli operatori economici; il 19% ha compreso i progetti speciali; l’11% i desk e le cosiddette antenne e il restante 5% gli accordi bilaterali. Va, tuttavia, sottolineato come proprio i progetti speciali hanno registrato il maggior consenso: ben 51 realtà camerali coinvolte e la totalità dei paesi coinvolti. A seguire le missioni, fiere e delegazioni estere con 20 realtà camerali e 10 paesi coinvolti.
“Questi pochi, ma semplici dati ”€œha evidenziato il presidente di Unioncamere- dimostrano l’importanza di fare cooperazione istituzionale, così da esportare anche in quei paesi il nostro modello di piccola impresa. Le Camere di Commercio questo modello lo conoscono bene e proprio per questo possono aiutare ad impiantarlo anche in questa area del pianeta”. (DK)
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