Milano – "Il corteo studentesco di oggi è il solito vecchio film andato in scena negli ultimi anni in città. Cambiano i pretesti (oggi ci si sfoga contro le agenzie di rating e le banche, ieri si cercava di fare comunella con gli immigrati o gli islamici per aizzare la piazza) ma gli attori sono sempre una sparuta minoranza dei 200 mila universitari che frequentano gli atenei milanesi e dei 150 mila studenti delle scuole, i quali preferiscono stare sui libri anziché scendere in piazza. Ma si sa, fa più rumore un albero che cade rispetto a una foresta che cresce”.
Lo afferma il vice coordinatore regionale del Pdl lombardo ed europarlamentare Lara Comi in merito a episodi di protesta a Milano a seguito di un corteo studentesco.
"Tutto è migliorabile - spiega Comi - ci mancherebbe, e nessuno nega che loccupazione giovanile sia un problema, ma la sua dimensione è planetaria e nessuno ha la bacchetta magica per risolverlo dincanto. Chi protesta, poi, paradossalmente tifa per unistruzione di serie B. Perché se oggi la scuola o luniversità sono più vicini al mondo del lavoro e allEuropa è grazie alla duplice riforma attuata dal ministro Gelmini, che ha introdotto principi meritocratici e qualità a vantaggio degli stessi studenti”.
"LItalia – sottolinea Comi - investe nellistruzione il 4,8 % del pil (un dato pressoché costante visto che nel 1995 era il 4,6%) ovvero quanto la Germania che è additata a modello. Ma nel nostro Paese cè 1 insegnante ogni 11 alunni rispetto a una media dei Paesi Ocse di 1 ogni 16. Questo aspetto non va dimenticato quando si scende in piazza a lamentare tagli”.
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