ROMA -- Contro le modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori la Cgil ricorrerà alla Corte costituzionale. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa il segretario generale, Sergio Cofferati. Secondo la Cgil, infatti, le modifiche proposte dal governo sono incostituzionali.
La modifica che il Governo vuole introdurre all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello sui licenziamenti senza giusta causa, - ha spiegato Cofferati - rappresenta "un grave attacco ai diritti dei lavoratori, che avrà l’effetto di introdurre una differenziazione tra i diritti dei lavoratori di un'azienda e quelli di un'altra. "Un carattere - ha tenuto a precisare il leader di Cgil - palesemente incostituzionale". Per questo, ha aggiunto Cofferati, "impugneremo quel provvedimento".
l’offensiva legale della Cgil non si ferma qui. La Cgil ha infatti deciso che nonappena la modifica dell’articolo 18 sarà tradotta in legge, provvederà a raccogliere le firme per indire un referendum abrogativo.
Querele a Maroni e Alemanno
Il sindacato ha deciso di infine querelare i ministri del Welfare Roberto Maroni e delle Politiche agricole Giovanni Alemanno, per le loro accuse alla Confederazione di mettere in campo "atti intimidatori" verso le controparti sui temi del mercato del lavoro e dell’articolo 18.
Con le parole di Maroni contro la Cgil "siamo alla barbarie" nei rapporti sociali - ha detto Cofferati commentando l’attacco di Maroni - Siano di fronte ad accuse infondate e infamanti". Si "infanga l’immagine di una grande organizzazione sindacale accreditando sospetti gravissimi... Si tratta di una pratica non solo grave, ma particolarmente deleteria per le relazioni sociali e che deve essere contrastata con grande fermezza".
Con il contributo di ANSA
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