Il diesel pulito non esiste!

Martedì
18:07:22
Luglio
10 2018

Il diesel pulito non esiste!

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Milano: Il sindaco Beppe Sala e l’assessore Marco Granelli sono entrati, giustamente, a piedi uniti sull’inquinamento dell’aria a Milano annunciando che saranno attivi 180 varchi per controllare le violazioni sulle emissioni nocive e le entrate in auto a Milano, confermando per il 2024 la circolazione vietata anche gli Euro 5.

"ll divieto scatterà dal 21 gennaio 2019. Da quella data i veicoli diesel fino a Euro 3 non potranno più circolare a Milano, poi da ottobre toccherà agli Euro 4 e dal 2024 il transito in città sarà vietato anche agli Euro 5."

Bene, ma parlare di Euro di varia datazione e non collegarli direttamente con l’emissione delle mortali nano particelle sarebbe come parlare di un'epidemia virale dimenticando di specificare di quale virus si tratta.

L’inquinamento non è un valore unico, ma sappiamo che le particelle dei motori diesel sono le più dannose: lo dimostrano varie ricerche sul campo, medicina compresa.
Quando parliamo di mobilità urbana non possiamo non tenere conto dell’aspetto patologico e di impatto sulla salute dei cittadini delle emissioni diesel (e non solo di quelle).

Quindi il problema non è diesel si o diesel no, ma cancro si o cancro no,
infarto si o infarto no: una vera e propria emergenza pubblica.

Il bando delle auto più inquinanti, i diesel, è un passaggio non risolutivo, ma certo necessario. Anche per questa ragione, dunque, non c’è dubbio alcuno: in tempi rapidi le auto diesel, che bruciano combustibili fossili, vanno messe al bando. E non solo in città.

Il crescente allarme nei confronti del potere inquinante dei motori Diesel dipende quindi, essenzialmente, dal maggior peso attribuito dai recenti studi scientifici, qui mi riferisco alla Università di Strasburgo, al particolato fine , nel processo di inquinamento dell’atmosfera (sia le polveri sottili, sia gli ossidi di azoto sono direttamente dannosi per la salute umana) e di riscaldamento globale. Per questi motivi è stata imposta, da diverse normative sul traffico, l’installazione di filtri antiparticolato.
Questi filtri, in teoria, sono in grado di abbattere di 7 volte la massa (e di 10.000 volte il numero) delle particelle inquinanti emesse nell’atmosfera; la loro installazione permette quindi di limitare l’impatto inquinante dei motori Diesel rendendolo pari, se non inferiore, a quello dei motori a benzina. La realtà quotidiana è però ben diversa: questo dispositivo non funziona in modo ottimale se la vettura viene usata solo per brevi percorsi, come accade per il traffico cittadino, perché il FAP non riesce a raggiungere la temperatura ottimale di funzionamento.

L'inquinamento dell'ambiente e i picchi sempre più frequenti nelle centraline non sono una novità, e le particelle più tossiche sono in gran parte sottovalutate, se non addirittura dimenticate, nelle misurazioni .

Accanto all'ozono, al biossido di azoto e al PM10 o al PM2,5, le nano particelle (chiamate, per esemplificare, anche particelle ultrafini) sono globalmente assenti dagli inquinanti presi in considerazione. Più piccole sono più pericolose e rappresentano oltre il 90% delle particelle emesse dai veicoli. Principalmente dalla combustione (carbonio), il più dannoso deriverebbe dal traffico stradale e dai motori diesel (oltre alle industrie e agli incendi boschivi).

Alcuni dicono che l'inquinamento in generale è diminuito ma, in realtà, l'inquinamento da particolato cambia tutti valori.

Nel corso degli anni, la medicina ha osservato sempre più numerosi tumori polmonari e alla vescica nei non fumatori o asma nei bambini, i rischi cardiovascolari, i cui legami con gli inquinanti sono dimostrati .

Le misure attuali non sono necessariamente adattate alle particelle più pericolose
Queste particelle ultrafini sono passate relativamente inosservate finora, mentre sono le più dannose (per composizione e dimensioni). Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e metalli pesanti presenti sulla superficie delle nanoparticelle. Semi-volatili, questi IPA possono passare rapidamente dallo stato gassoso allo stato particellare, soprattutto in climi freddi. Questo è il loro pericolo: nello stato particellare, si adattano facilmente al corpo e riescono a passare attraverso il sangue per raggiungere gli organi abbastanza velocemente.

Tuttavia, le direttive europee non dimenticano completamente gli "IPA" idrocarburi policiclici aromatici dall'elenco degli inquinanti da monitorare. Ma solo attraverso le particelle più grandi, PM10. "La misurazione di PM1 e a fortiori PM0,1 è molto più complessa", afferma il ministero della transizione ecologica e della solidarietà in Francia e il benzo [a] pirene è principalmente presente sulla superficie delle nanoparticelle. Da qui la sua presunta sottostima nelle rilevazioni .
Le particelle ultrafini hanno una massa trascurabile, quindi le misurazioni in massa [microgrammi] non sono rappresentative. Dovrebbero essere "contati" per sapere esattamente cosa sia l'inquinamento con un "contatore di particelle".

Conseguenze: rischio di infarto e ictus ma anche danni a lungo termine

La ricerca vuole allertare sui rischi di queste nano particelle,
Sono numerosi i problemi di salute che seguono all'esposizione a questi inquinanti di piccole dimensioni, a breve e lungo termine: infarto e ictus, ma anche danni al fegato, cervello, polmoni, vescica ,pelle. Addirittura sullo sviluppo di feti di donne in gravidanza attraverso un passaggio di particelle attraverso la placenta.

Questo si evince da alcune ricerche fatte ormai in parecchie Università e cliniche specializzate
Il "diesel pulito" non esiste! Anche se hanno cercato di farci credere che il diesel fosse "amico del clima" perché emetterebbe meno CO2 ... " gli standard più recenti (incluso Euro 6, derivanti dalla direttiva sulla qualità aria) sono solo interessati alle emissioni dei motori e non al di sotto di una certa dimensione.

I ricercatori sostengono che il diesel, sia la peggiore fonte di inquinamento, che i filtri del motore non sono in grado di arginare: "In effetti, lasciano passare le più piccole nanoparticelle che possono raggiungere i nostri organi.

L’ inverno è catastrofico nelle grandi città fredde, quando le persone prendono la macchina e i motori non hanno il tempo di riscaldarsi, è lì che le emissioni sono maggiori. Il radiologo ritiene addirittura che le conseguenze sulla salute di questo inquinamento ultrafine "potrebbero essere peggiori di quelle dell’amianto".

Dobbiamo vietare il diesel dalle città, in particolare le città fredde per le quali non è davvero adatto. Gli standard dovrebbero anche essere più elevati in alcune regioni rispetto ad altre. Bisogna iniziare a classificare le particelle fini specificando la loro dimensione e composizione.
Ecco perché i sindaci di Parigi, Atene, Madrid, Città del Messico, Roma, Milano devono meritoriamente a mettere al bando le auto diesel.

La scelta che dovrebbero compiere i governi, la migliore e la più efficace è sicuramente quella promuovere la riduzione del parco auto.
Se tutti i 7,5 miliardi di abitanti della Terra volessero e si dotassero di un’auto, fosse anche elettrica, i problemi ecologici – e non solo ecologici – sarebbero enormi. Occorre trovare un’alternativa all’auto per spostarsi. E questa alternativa non può che essere quella di sviluppare il servizio pubblico di trasporto e una mobilità articolata non inquinante che permetta di muoversi agilmente ed efficacemente fra vari mezzi di locomozione e trasporto
Giuseppe Pino Rosa

Source by Comune_di_Milano


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