l’Italia "continuerà a compiere ogni tenace sforzo per riportare a casa" i due marò detenuti in India: Lo dice Giorgio Napolitano

Domenica
13:47:24
Novembre
11 2012

l’Italia "continuerà a compiere ogni tenace sforzo per riportare a casa" i due marò detenuti in India: Lo dice Giorgio Napolitano

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Roma: L’Italia “continuerà a compiere ogni tenace sforzo per riportare a casa“ i due marò detenuti in India “a causa di un’insufficiente garanzia di tutela dell’impegno esplicato nella missione internazionale contro la pirateria nell’Oceano Indiano“. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso della celebrazione al Quirinale della festa delle forze armate e dell’Unità nazionale .

Queste le parole dedicate ai marò, erano arrivate da diverso tempo inviti via mail, ed anche lettere aperte, una su tutte quella del Generale Fernando Termentini, al Presidente che è anche il Capo delle forze armate, affinchè spendesse due parole per i nostri militari da 8 mesi reclusi in India e queste parole sono arrivate il 4 Novembre.

Un rituale ben studiato,Il Ministro della difesa che il 3 Novembre si collega con i nostri due fucilieri reclusi,per mostrare a tutti che il paese e vicino a loro.

Nello stesso giorno il Presidente Monti si reca in Afganistan dai nostri militari prima e da Karzai dopo èer far vedere che il paese è vicino, e che abbiamo un grande ruili internazionale nella difesa del mondo,della democrazia e della civiltà,parole che riprende Giorgio Napolitano parlando al milite ignoto rivolgendo un pensiero ai caduti e allUnità dItalia e a tal proposito il Presidente dichiara: ”Nella ricorrenza del 4 novembre, ricordiamo il 94[mo] anniversario della vittoria nel primo conflitto mondiale e, con essa, celebriamo l’Unità d’Italia e le sue Forze armate… un commosso pensiero a tutti coloro che sono caduti per la libertà e la prosperità del nostro Paese Assistiamo in questi anni – dice il Presidente - al succedersi di eventi di portata storica ed a straordinarie trasformazioni in ogni settore della vita umana che investono drammaticamente gli assetti istituzionali, economici e sociali a livello locale e globale. Il prepotente e subitaneo affacciarsi sugli scenari del pianeta delle esigenze e delle capacità competitive di immense moltitudini di uomini e donne, finora rimaste latenti ed inespresse nel sottosviluppo, ci impone di affrontare e di vincere nuove, ardue sfide nel campo dell’economia, della sostenibilità ambientale, della giustizia sociale e internazionale“. “Dobbiamo farlo insieme - raccomanda Napolitano - Paesi e cittadini, perché, di fronte alla crescente interdipendenza e alla complessità e comunanza dei problemi del XXI secolo, nessun singolo Stato è in condizioni di intervenire utilmente da solo. In tale prospettiva, le grandi organizzazioni internazionali - le Nazioni Unite, l’Unione europea, l’Alleanza Atlantica - costituiscono i soli possibili strumenti istituzionali di intervento efficace e coeso degli Stati e vanno percio’ costantemente migliorate, potenziate e valorizzate“.

“Nel loro ambito - prosegue il Capo dello Stato - lo strumento militare assume un ruolo nuovo e cruciale. In un quadro di piu’ limitate risorse finanziarie, condizione fondamentale per rendere politicamente e tecnicamente efficaci le Forze armate nelle missioni internazionali e per garantire ad esse capacità di eccellenza è la progressiva integrazione con gli strumenti militari degli altri Paesi membri, in una struttura organizzativa e operativa comune. Esprimo pertanto il mio plauso e il mio incoraggiamento agli sforzi che il governo sta conducendo in questa direzione e auspico una rapida conclusione dell’iter parlamentare della legge delega per la realizzazione dell’importante progetto messo a punto per la razionalizzazione strutturale delle Forze armate“. “In questa giornata - conclude Napolitano - rivolgo il mio riconoscente apprezzamento e quello di tutti gli italiani a coloro che, in questo stesso momento, danno gia’ concretezza sul campo a questi propositi, agli oltre 6mila militari impegnati nei diversi teatri di crisi, dall’Afghanistan, al Medio Oriente, ai Balcani, per garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti fondamentali e contribuire alla ricostituzione delle istituzioni locali e all’assistenza delle popolazioni“.

DI PAOLA, invece ha ricordato che” Le truppe italiane sono impegnate all’estero, soprattutto sotto l’egida delle Nazioni Unite, per promuovere una maggiore sicurezza e stabilità internazionale, in favore dei più deboli“ e ha espresso“un pensiero riconoscente a tutti i militari che, in guerra e in pace, sono caduti in difesa della sicurezza del nostro Paese“.

Ritornando sui marò il Ministro degli affari esteri Giulio Terzi, ormai internauta di professione (è un complimento Signor Ministro) invece ha dichiarato sul suo twitter: "RIPORTEREMO A CASA MARO’ DETENUTI INGIUSTAMENTE in India”. Il capo della Farnesina ha voluto ricordare il suo l’impegno e quello del governo per riportare a casa Massimiliano La Torre e Salvatore Girone risolvere la crisi .

Diciamo che cè da preoccuparsi,di fronte a questo tenace impegno, come se fino a oggi avessimo scherzato,ma praticamente in che consiste questo tenace impegno?

Consiste nellattesa della corte indiana sulla giurisdizione,e se è negativa e i nostri vengono processati e condannati la nello scambio di delinquenti con lIndia (si chiama paracadute)

- Credo che ancora una volta ma del resto se qualcuno si aspetta qualcosa di diverso e bene che se lo tolga dalla testa.
Importante anche le parole di apprezzamento internazionale delle nostre forze armate,vero i nostri militari sono apprezzati e amati ovunque perché portatori di quei valori tipici della profonda umanità del popolo Italiano certo non si può dire la stessa cosa dei nostri governanti.

Alfredo d’Ecclesia

Source by Alfredo_d_Ecclesia


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