Milano, 5 febbraio 2009 " “Il Comune di Milano sta affrontando in modo massiccio il problema degli appartamenti sfitti, mettendo a disposizione ingenti risorse”. Lo dichiara l’assessore alla Casa Gianni Verga.
“Gli interventi si collocano in due ambiti: da un lato il recupero dei singoli alloggi lasciati liberi in base al normale turn-over degli inquilini (circa 700 alloggi all’anno), che viene affrontato attraverso gli appalti aperti previsti nel Piano delle Opere Pubbliche e seguiti dall’Area Tecnica del Comune. Dall’altro si tratta di interventi più complessi, come tali eseguiti su grandi numeri: accorpare gli alloggi ’sottosoglia’ " come è stato fatto a Quarto Oggiaro ", risanare interi edifici, come il quartiere di via Feltrinelli; fino al punto di demolirli e ricostruirli, come per le Torri di via Tofano. E’ evidente che in questi casi si devono avere a disposizione alloggi vuoti per sistemare provvisoriamente gli inquilini. Nei casi citati si è trattato di attivare piani di mobilità per circa 300 nuclei familiari. Questi ultimi interventi sono particolarmente costosi e per realizzarli il Comune si impegna, oltre che a stanziare risorse proprie, ad intercettare risorse regionali e statali partecipando ai relativi programmi di finanziamento. Così è stato per quello previsto dal Decreto Martinat, dal D.L. 159/2007 e dall’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale 2008, per un totale di 100 milioni di euro, di cui la metà a carico comunale”.
“E’ importante sottolineare " aggiunge l’assessore alla Casa " che anche il Piano di valorizzazione degli immobili comunali costituisce un’importante fonte di finanziamento per questi interventi di recupero. Infatti il 50% dei proventi sono destinati all’Edilizia Residenziale Pubblica (interventi di rimozione amianto, ristrutturazioni edilizie ed impiantistiche). La valorizzazione degli immobili ha rappresentato anche un modo per risolvere a monte la situazione di alcuni stabili vuoti da anni perché non assegnabili, che sono stati quindi inseriti tra quelli messi in vendita. Siamo del tutto consapevoli della portata e dell’urgenza di questo problema - come ho già detto quasi a livello di Protezione Civile - tanto è vero che nei giorni scorsi mi sono fatto promotore di un tavolo con l’assessore ai Lavori pubblici Bruno Simini finalizzato a ricercare tutte le vie per accelerarne la soluzione”.
“Gli alloggi banalmente definiti ’vuoti’ " spiega il Presidente di Aler Loris Zaffra " sono destinati a precisi e mirati scopi. In particolare, gran parte di essi è inserita nei contratti di quartiere. Poichè l’Azienda non può permettersi di vanificare gli sforzi legati alle iniziative di riqualificazione dei quartieri popolari, è necessario che ci sia una scorta di alloggi disponibili per la mobilità delle famiglie. Infatti, solo procedendo alla mobilità , si vedranno interi quartieri ristrutturati, quindi più vivibili per i nostri utenti”.
“Abbiamo inoltre ben chiaro il problema dell’abusivismo " conclude Zaffra -. Il bilancio dell’anno scorso, presentato assieme al Prefetto, è stato più che positivo in fatto di prevenzione: nel 2008, infatti, il 94% delle nuove occupazioni è stato recuperato”.
Gli alloggi al momento non assegnati sono in parte in via di attribuzione alle famiglie che hanno partecipato ai bandi per l’edilizia residenziale pubblica di Milano e provincia. Altri sono invece destinati " in applicazione della legge regionale 36 " a chi è interessato ad acquistare una casa in proprietà . Altri ancora sono in corso di ristrutturazione con finanziamenti propri di Aler e ministeriali del D. Lgs 159. Una parte, che comprende gli alloggi sottodimensionati (inferiori a 35mq), è stata esclusa dall’erp e destinata a progetti speciali che l’Aler sta mettendo in atto. Infine, i rimanenti alloggi sono inseriti nei contratti di quartiere: gran parte sono già in fase di recupero, gli altri sono invece destinati alla mobilità degli inquilini, che devono necessariamente spostarsi per permettere alle imprese appaltatrici di svolgere i lavori di riqualificazione.
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