POTENZA: Sulle vicende che hanno caratterizzato la ricostruzione del post terremoto dell’Irpina del 1980, l’onorevole Pierluigi Copercini ha presentato tempo fa un'interrogazione al presidente del Consiglio, ai ministri delle finanze e di grazia e giustizia. "Segnalo un'azienda di Melfi, in provincia di Potenza - dice - la Montedile srl che, nonostante i numerosi procedimenti penali e civili e altrettante conseguenti indagini delle varie autorità , rimane impunita.
Stupisce, in particolare, anche il carteggio relativo alle imposte dirette del centro di servizio di Bari nel dipartimento delle entrate del ministero delle finanze e dell’ufficio imposte dirette di Melfi, carteggio che dovrebbe essere stato acquisito a memoria del tribunale di Melfi, chiamato a decidere su alcune questioni delicate relative all’azienda". "Questa situazione - spiega Copercini - ha causato la mancata entrata all’erario di svariate centinaia di milioni". Per questi motivi, Copercini sollecita il governo "ad occuparsi della questione, trovando i responsabili, e di tutte quelle vicende legate alle varie tangentopoli ormai a rischio di prescrizione ad altri livelli giuridici".La richiesta di fare ordine rispetto al provvedimento che consente la riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti mediante il rimpiego, il riciclaggio ed ogni altra forma di recupero, viene avanzata dall’onorevole Oreste Rossi.
Rossi sottolinea che "tuttora non sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i decreti interministeriali che devono disciplinare le norme tecniche relative al recupero dei rifiuti pericolosi e non pericolosi". "Un vuoto normativo che ha già prodotto richiami da parte delle autorità dell’Unione Europea e verbali di contravvenzione e di sequestro ai danni di aziende che operano il recupero e il riciclaggio dei propri rifiuti, non essendo più applicabili le procedure semplificate previste dal cosiddetto Ronchi bis". Per questo Rossi invita a "potenziare i collegamenti istituzionali in ambito europeo nella fase di predisposizione delle norme tecniche evitando di costringere il governo a rincorrere continuamente i termini da esso fissati che mettono a rischio di processo gli operatori, con conseguente danno economico e occupazionale".Sull’assegnazione dei giochi olimpici invernali del 2006 a Torino è intervenuto il senatore Antonio Serena. La Lega Nord aveva presentato un'interrogazione al governo per conoscere i motivi dello spostamento della sede dei giochi dal Veneto al Piemonte. "La risposta del governo - dice Serena - ci indigna profondamente.
È solo una sintesi malfatta di articoli apparsi sui giornali e spiega burocraticamente il meccanismo di assegnazione. Noi invece avevamo chiesto a Prodi che facesse chiarezza sulla gestione del Coni, ente che sembra essere dominato da interessi che poco hanno a che vedere con lo sport. Nessuna spiegazione è arrivata anche sul fatto che i dirigenti dello sport italiano hanno sostenuto una candidatura targata Fiat"."È triste - conclude Serena - constatare anche da questi atteggiamenti la dura, scortese e arrogante supponenza dei signori del Palazzo nei confronti della nostra terra".
Duilio Pacifico
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