Questa mattina avrà inizio in aula della prima sezione del tribunale di Milano il processo Parmalat.
Imputato principale Callisto Tanzi, l’ex patron del gruppo alimentare di Collecchio la cui presenza in aula è ancora incerta, altre 18 persone tra consulenti e manager e le due società internazionali di certificazione del bilancio.
Tutti devono rispondere del reato di aggiotaggio e false comunicazioni al mercato. Parte civile, a cercare di ottenere qualche minimo risarcimento e soprattutto giustizia, i legali e le associazioni in rappresentanza delle migliaia di clienti vittime del crac.
Fondi di investimento, ma anche semplici dipendenti che hanno scommesso una vita di lavoro sulla solidità del gruppo parmense e che hanno visto fallire il gruppo per colpa di Tanzi e degli altri imputati. Un processo che a poche ore dalla sua celebrazione si annuncia non facile, lungo e tortuoso anche per il numero di soggetti coinvolti sia sul fronte dell’accusa che su quello della difesa.
A pesare poi le questioni procedurali che verranno affrontate proprio oggi e che servono a garantire lo svolgimento del processo senza intoppi. Tra queste la richiesta dei legali di Callisto Tanzi di tutelare la riservatezza e la serenità in aula del loro assistito da televisioni e pubblico. In termini di pena, qualora si dimostrasse la loro colpevolezza e responsabilità nei reati contestati dalla procura gli imputati rischiano dai 4 ai 4 anni e mezzo di reclusione.
TG5
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