Una barca con a bordo una trentina di immigrati clandestini è affondata all’alba di ieri a largo delle coste tunisine. I morti accertati sono sei, 22 i dispersi e due le persone ripescate vive dalla capitaneria di porto. Lo riporta oggi il quotidiano tunisino in lingua araba Essabah.
Secondo il giornale la barca sarebbe affondata perché sovraccarica. Il naufragio è avvenuto qualche chilometro a sud-est della città di Bouficha, vicino Sousse, nel centro del paese. Non viene fornita nè l’identità nè la nazionalità dei naufraghi.
Uno dei sopravvissuti avrebbe nuotato per ore, fino alla riva, dove poi ha dato l’allarme. La guardia costiera, arrivata sul luogo della sciagura ha potuto trarre in salvo soltanto un'altra persona - che si trovava in uno stato di prostrazione estrema - e ripescare i corpi di altri sei sfortunati. Le ricerche dei dispersi continuano anche oggi ma le speranze di trovare qualcuno ancora in vita sono minime.
Qualche giorno fa, fonti ufficiali tunisine avevano annunciato di aver sventato un altro tentativo di immigrazione clandestina verso l’Italia. Tunisia e Italia collaborano da tempo per interrompere il flusso di clandestini che dal paese nordafricano cercano di raggiungere Lampedusa o le coste siciliane.
Ultimi Articoli
FDA approva la prima terapia genica per bambini con anemia falciforme dai 2 anni
Teatri OSCAR e ANGELI il cartellone della stagione 2026 -27
Lecco Film Fest 2026, quattro giorni “con tutte le sue creature” tra cinema, territorio e nuove generazioni
Diritti Umani - L’Università di Parma entra nella rete Scholars at Risk per la tutela della libertà accademica
Premio Ombudsman 2026, riconoscimento alle istituzioni UE e a Europol per trasparenza e sicurezza digitale
H2iseO, completati gli impianti a idrogeno di Iseo ed Edolo: parte la sperimentazione ferroviaria
XENOPRED, dall’Università di Parma una piattaforma per prevedere la risposta ai farmaci
Ztl Roma, stop alla gratuità per auto elettriche: dal 1 luglio permesso a pagamento
Intelligenza artificiale negli ITS lombardi, accordo tra Regione Lombardia e Google for Education