Un pacco contenente una videocassetta è esploso poco dopo le dodici negli uffici del ministero del Lavoro, in via Flavia a Roma. Un pacco analogo è rimasto inesploso nei vicini uffici della Regione autonoma Sardegna, in via Lucullo, per un difetto del congegno di innesco. Nessuno dei due attentati è stato rivendicato. Il mittente di entrambi i pacchi rilevato dalle buste è la "Società editoriale sarda", che esiste davvero ma ha cessato le pubblicazioni lo scorso anno.
Nell’esplosione al ministero è rimasto coinvolto un dipendente dell’Ufficio corrispondenza, R.L., accompagnato al pronto soccorso per accertamenti e per una lieve intossicazione da fumo. Dal pacco si è infatti improvvisamente levata una fiammata di una decina di centimetri, seguita da un fumo persistente.
Il momento dell’esplosione è stato raccontato da un collega che si trovava a circa un metro di distanza. "In quel momento - ha raccontato l’uomo, visibilmente emozionato e spaventato, oltretutto cardipatico e iperteso - ero di spalle.
Il mio collega era stato insospettito dal pacco perché al ministero non esiste alcun dottor Dallara, il destinatario scritto sulla busta. All’interno c'era una videocassetta. Si è accesa prima una fiammella, immediatamente dopo c’è stata una fiammata di una decina di centimentri. E molto fumo".
All’esterno del palazzo, e nella pizzeria di fronte all’ingresso, nessuno si è accorto di nulla. Sono immediatamente intervenuti i carabinieri e la polizia scientifica. Il ministro Roberto Maroni è arrivato poco più tardi. È giunto al ministero anche il segretario generale della Cgil Achille Passoni che ha portato "la solidarietà al ministro e al capo del personale per una vigliaccata, un fatto gravissimo avvenuto in un momento molto delicato". Passoni ha inoltre espresso la "condanna nettissima di tutto il sindacato, di Cgil Cisl e Uil, e la soliedarietà ai lavoratori che hanno subito questa situazione". È stato lui stesso a dare notizia delle condizioni dell’uomo che si trovava accanto al pacco quando è esploso. "Credo che le condizioni siano buone, una lieve intossicazione da fumo".
Dura anche la presa di posizione del presidente della Camera Pierferdinando Casini: "La presidenza della Camera non può che condannare fermamente tali gesti criminali che tuttavia non potranno avere alcun effetto sul normale svolgimento della vita del Paese, nè condizionare in alcun modo l’operato delle nostre istituzioni". (pgb)
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