Comincia la settimana più difficile del Giro d'Italia, ma non si tratta delle tappe dolomitiche, di quelle che normalmente fanno la selezione, dividendo i campioni dalle mezze tacche.
No, la selezione la potrebbero fare i magistrati e gli analisti dei laboratori antidoping. Alla Procura di Brescia cominciano gli interrogatori degli arrestati per l’inchiesta giudiziaria. Dopo le prime ammissioni rese da Varriale, il ciclista (non iscritto al Giro) finito in manette martedì, tocca a Chesini, preso al termine di una tappa, al presunto fornitore di sostanze proibite (un ex poliziotto, Armando Marzano). Si aspetta ancora la resa di Domenico Romano, un altro corridore per il quale è stato spiccato mandato di cattura.
Il giudice Spanò chiedrà spiegazioni, vuole trovare conferma a cun convincimento che s'è andato formando: anche nel doping esistono i gregari, invece che portare la borraccia al proprio capitano, procurano qualche iuto proibito.(continua...)
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