MILANO - Un gesto isolato, organizzato da mani inesperte: è questo l’orientamento degli investigatori dell’antiterrorismo che indagano sull’attentato al metrò di Milano avvenuto ieri sera. Intorno alle 22 qualcuno ha portato nei corridoi della centralissima stazione Duomo una bombola di gas propano di una trentina di chili.
l’ha aperta e gli ha dato fuoco, provocano un denso fumo: nessuno è stato ferito ma fra i molti che affollavano la metropolitana c’è stata molta paura e scene di panico. Più tardi, poco lontano, in un cestino, è stata ritrovata una rivendicazione scritta su un lenzuolo. "Combattiamo per la causa di Allah - ero scritto sulla stoffa - e non ci fermeremo finchè non vi sarete sottomessi ad adorare un solo Dio. Dio è grande".
Ma secondo gli esperti l’attentato non rientra negli schemi degli integralisti: si tratterebbe piuttosto di un gesto isolato compiuto da mani inesperte. Per cercare di capire chi possa aver lasciato il lenzuolo e la bombola, gli investigatori stanno visionando le cassette delle telecamere che sorvegliano l’ingresso delle stazioni metro: ma è troppo presto per dire se dai nastri salteranno fuori elementi utili alle indagini.
Per gli esperti il gesto comunque non va s
ottovalutato: per analizzarlo il prefetto Brunno Ferrante ha convocato per domani mattina il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di Milano. Al di là delle modeste conseguenze, l’esplosione ha infatti messo in evidenza la vulnerabilità della rete metrolitana milanese, che viene usata ogni giorno da migliaia di persone.
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