di Alfredo d’Ecclesia
Dopo dieci ore di negoziati a porte chiuse, l’ambasciatore messicano Claude Heller Presidente del consiglio di sicurezza ha letto la dichiarazione elaborata dal consiglio dove si chiede l’immediato rilascio delle navi e dei civili detenuti in Israele l’Onu ?è profondamente rammaricato per la perdita di vite e per le ferite derivate dall’uso della forza durante l’operazione militare israeliana in acque internazionali contro il convoglio che navigava verso Gaza“. Si parla poi di un “indagine sollecita, imparziale, credibile e trasparente, conforme agli standard internazionali“. “Il Consiglio, in questo contesto, condanna quegli atti che hanno portato alla perdita di almeno 10 (sic) civili e al ferimento di molti“, aggiunge il testo.
La parola atti ha sostituito atto che voleva mettere la Turchia, in quanto atto implicava la responsabilità sola ed esclusiva di Israele mentre con atti si estendeva la responsabilità agli attivisti.
Nel frattempo centinaia di attivisti, sono detenuti in Israele, altre centinaia sono stati espulsi.
Mentre i diplomatici israeliani cercano di limitare i danni, la Marina israeliana si è detta pronta a bloccare qualsiasi tentativo da parte di altre navi di forzare il blocco.
Le persone arrestate, tra cui sei italiani, non possono comunicare con nessuno, ma dagli attivisti espulsi sono trapelati i primi racconti :“Non abbiamo affatto resistito, non avremmo potuto anche se avessimo voluto. Cosa avremmo potuto fare contro i commandos che si lanciavano all’arrembaggio?“, ha detto Mihalis Grigoroupolos, un attivista che si trovava a bordo di un’imbarcazione dietro la Mavi Marmara, la nave dove sono avvenute le violenze.
“L’unica cosa che alcune persone hanno cercato di fare è stata di rallentarli mentre conquistavano il ponte, formando uno scudo umano. hanno sparato con pallottole di plastica, e sono stati colpiti con pistole elettriche“, ha detto Grigoroupolos a Tv Net all’aeroporto di Atene.
La Turchia ha definito l’operazione israeliana “terrorismo di stato“ ed Erdogan ha detto che Israele dovrebbe essere punito per il suo comportamento.
Quasi 700 attivisti sono trattenuti ad Ashod dove le navi sono state scortate, tra di loro la maggior parte sono cittadini turchi, ma ci sono anche americani, europei, israeliani, palestinesi.
Una cinquantina di attivisti sono rientrati, una trentina sono ricoverati in ospedale e 629 hanno rifiutato il rimpatrio e sono detenuti, in attesa delle valutazioni israeliane . Per i detenuti è stato chiesto l’immediato rilascio, considerando che sono stati accusati di ingresso illegale in Israele, accusa definita ridicola dagli attivisti, in quanto le navi sono state abbordate in acque internazionali.
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