Il cessate il fuoco in Libano ha posto fine a 34 giorni di feroce conflitto costato la vita a 1.287 libanesi, per la maggior parte civili, un terzo dei quali erano bambini sotto i 12 anni. Oltre 4.000 sono stati i feriti a seguito delle ostilità tra le Forze di Difesa israeliane e gli Hezbollah (il partito di Dio), che avevano le loro basi nel sud del Libano.
Riflettendo sui recenti eventi, il dott. Kjell Aune, presidente della Chiesa Avventista del 7° Giorno nella regione mediorientale, ha fatto una valutazione dell’impatto che la crescente tensione nell’area ha avuto sulla Chiesa e sui fedeli: “Sembra che la guerra abbia avvicinato di più le persone sia fisicamente che spiritualmente. Durante il conflitto ci sono stati incontri di preghiera presso l’Adventist Middle East University e delle attività sociali. A questi incontri hanno partecipato anche altri cristiani, tra cui il sindaco locale. Anche dopo la guerra, gli incontri continuano due volte la settimana. Durante e dopo il conflitto, gli avventisti hanno aiutato i loro vicini e altre persone, distribuendo cibo e generi di prima necessità .
L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (Adra) è stata una delle prime organizzazioni umanitarie internazionali a prestare aiuto agli sfollati. I membri delle chiese locali hanno lavorato come volontari per distribuire pacchi di alimenti a 800 famiglie, e continueranno a farlo per un altro mese. La nostra scuola di Moseitbeh, nella zona occidentale di Beirut, è stata per un mese la casa di 400 sfollati e la nostra scuola a Bouchrieh è diventata un centro logistico di imballaggio e distribuzione. I progetti Adra, attualmente allo studio, riguardano la realizzazione di ripari temporanei per i senzatetto, la distribuzione di farina alle famiglie e la fornitura di pompe per il risanamento degli impianti idrici nel sud del paese.
Gli sfollati, pur essendo mussulmani shiiti, hanno espresso profondo rispetto e apprezzamento. Nelle nostre scuole, dove hanno trovato riparo molti di loro, tra i quali vi era una grande percentuale di bambini, sono state organizzate varie attività sportive e manuali. Le donne avventiste hanno individuato un bisogno specifico e hanno raccolto del denaro per comprare gli hijabs (copricapi) per le donne mussulmane, che avevano abbandonato le loro case tanto in fretta da non coprire il capo secondo la loro consuetudine religiosa. La guerra, quindi, per quanto distruttiva, ha contribuito a stringere relazioni più strette con i nostri vicini islamici, in Libano, e ha fatto conoscere positivamente la Chiesa e Adra ai politici cristiani e mussulmani, e ai capi religiosi.
Nessuna proprietà privata e della Chiesa avventista ha subito danni dalla guerra, anche se la scuola Moseitbeh, messa a disposizione degli sfollati, ha bisogno di lavori per 30.000 dollari prima di aprire per il nuovo anno accademico.
Comunque tutte e tre le scuole avventiste saranno aperte per l’inizio delle lezioni e ci si aspetta un numero maggiore di iscritti mussulmani, dato che le loro scuole sono state distrutte.
In conclusione, desidero chiedere alla Chiesa mondiale di pregare per questa regione”.
Adn
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