IRAQ, “Nel nostro ospedale sono arrivati 38 cadaveri, tra i quali 4 bambini e 5 donne”: lo ha detto il dottor Ahmed al-Kubaissy dell’ospedale di Ramadi, spiegando che “i parenti delle vittime hanno detto che sono rimasti uccisi durante i bombardamenti contro le loro case e per le strade”. Per due giorni aerei della coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno colpito Ramadi, roccaforte dei ribelli iracheni nel cosiddetto ’triangolo sunnità circa 110 chilometri a ovest di Baghdad.
Secondo un funzionario del governo iracheno a Ramadi, durante i raid aerei " compiuti tra domenica e ieri " almeno 14 civili sono morti all’interno delle proprie abitazioni, mentre un’altra dozzina di persone ha riportato gravi ferite. “Vorrei dirvi tutto ciò che so ma non posso” ha detto ancora il funzionario a ’Irin News’, rete informativa dell’Onu, chiedendo l’anonimato. “Non posso tacere però - ha aggiunto - il fatto che si è trattato di un’azione codarda e se anche fossero stati uccisi alcuni combattenti, troppi civili sono stati seppelliti con loro negli ultimi due giorni”. In un comunicato, il comando statunitense afferma che nell’attacco a Ramadi hanno trovato la morte circa 70 sospetti militanti. Malgrado le testimonianze dirette raccolte sul posto, il luogotenente Steven Boylan, portavoce della coalizione Usa in Iraq, ha affermato che “non ci sono vittime civili delle quali siamo a conoscenza”. [EB]
MISNA misna@misna.org
Ultimi Articoli
Sesto San Giovanni sequestra i primi monopattini truccati
Dodici armature giapponesi dal XVI al XIX secolo al Museo Chiossone di Genova
ASL Roma 1 smentisce la chiusura della Breast Unit del Santo Spirito: Nessuno smantellamento
Housing sociale in Lombardia: 96 milioni per ristrutturare 2.500 alloggi a canone calmierato
Ricerca e impresa, tappa a Como per il tour dell’assessore Fermi tra droni, farmaceutica e ambiente
Difesa personale: occhio al problema della sopravvalutazione.
Pittura italiana oggi, la mostra arriva a Rio de Janeiro con la nuova scena contemporanea
EMERGENZE VETERINARIE PER I CANI CHE PARTONO IN VACANZA.
Scacchi, ragazzi e città: quando la partita è fuori dallo schermo