MEDIO ORIENTE -- Dopo il discorso televisivo di domenica sera in cui il primo ministro Ariel Sharon ha annunciato che il Paese si considera in guerra, Israele ha lanciato - all’alba di lunedì - un'offensiva militare su vasta scala.
I militari - a cui nel fine settimane si sono aggregati quasi 20 mila soldati della riserva - sono entrati in forze nella città di Qalkilya, vicino alla "linea verde" che segna il confine tra Israele e Cisgiordania. Altre truppe hanno preso il villaggio di Al Khader mentre reparti corazzati sono entrati a Betlemme, dopo che nei giorni scorsi avevano preso interamente il controllo del vicino campo profughi di Beit Jala.
Al momento non si segnalano conflitti a fuoco tra i reparti dell’esercito e i gruppi armati palestinesi.
Domenica sera Ariel Sharon era apparso in televisione per un breve quanto durissimo discorso, nel quale aveva annunciato l’intenzione di "sradicare tutte le infrastrutture del terrorismo" e aveva attaccato direttamente il presidente dell’Autorità palestinese Yasser Arafat, definito "il capo di una rete terrorista" e "un nemico dell’intero mondo libero".
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