Milano, 26 maggio. Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge che disciplina l’apertura di nuovi data center sul territorio. Il provvedimento introduce una cornice organica per l’insediamento dei centri dati, con l’obiettivo dichiarato di governare la trasformazione digitale e non subirla.
Il testo individua come prioritarie le aree dismesse, favorendo l’utilizzo dei cosiddetti brownfield per contenere il consumo di suolo. La legge punta quindi a orientare gli investimenti verso processi di rigenerazione urbana, riducendo l’impatto su nuove superfici.
Il progetto era stato approvato dalla Giunta regionale nel novembre scorso su proposta del presidente Attilio Fontana, insieme agli assessori Massimo Sertori, Gianluca Comazzi, Giorgio Maione e Guido Guidesi. L’intervento nasce in un contesto in cui la Lombardia è già uno dei principali poli europei per i data center.
«Fino ad ora questo sviluppo è avvenuto senza una disciplina organica e una visione unitaria», spiega l’assessore Massimo Sertori. «Con questa legge offriamo regole certe, procedure omogenee e un quadro stabile per gli investimenti». In pratica, la norma definisce tempi e passaggi chiari per l’insediamento delle nuove infrastrutture.
La legge introduce anche criteri di sostenibilità. Tra le misure previste: recupero del calore residuo attraverso reti di teleriscaldamento, compensazioni ambientali per i Comuni coinvolti e promozione di tecnologie di raffreddamento più efficienti. Viene inoltre affrontato il tema dell’uso della risorsa idrica, con l’obiettivo di ridurre il ricorso all’acqua potabile.
Un altro punto riguarda il consumo energetico e l’impatto sulle reti. La Regione prevede attività di monitoraggio e coordinamento, pur riconoscendo che la pianificazione delle grandi infrastrutture elettriche resta di competenza nazionale.
«La Lombardia è la prima regione in Italia per numero e capacità dei data center», osserva l’assessore Gianluca Comazzi. Un primato che, secondo quanto indicato, richiede regole chiare e una visione orientata alla sostenibilità ambientale.
Per l’assessore Giorgio Maione il provvedimento rappresenta un equilibrio tra crescita tecnologica e tutela ambientale. L’obiettivo dell’iniziativa è conciliare sviluppo infrastrutturale e sostenibilità, mantenendo attenzione al territorio e alle sue risorse.
Il percorso di costruzione della legge ha coinvolto Anci Lombardia, enti territoriali e operatori del settore. «Innovazione e tutela del territorio devono procedere insieme», sottolinea Sertori. La norma si propone di gestire in modo coordinato lo sviluppo delle infrastrutture digitali, in un contesto in cui l’uso delle tecnologie riguarda imprese e cittadini.
«Viviamo un periodo di grande rivoluzione, segnato dalla velocità dei cambiamenti», conclude Sertori. «La politica deve adeguarsi e governare questi processi con strumenti adeguati».
Informazioni utili
La legge disciplina l’insediamento dei data center in Lombardia, introducendo criteri su localizzazione, sostenibilità ambientale e gestione delle risorse energetiche e idriche.
Il provvedimento nasce da un’iniziativa della Giunta regionale e coinvolge diversi assessorati, tra cui Enti locali, Ambiente, Territorio e Sviluppo economico.
Domande frequenti
- Cosa prevede la nuova legge sui data center in Lombardia? Regole per l’insediamento, priorità alle aree dismesse, criteri di sostenibilità e procedure più chiare per gli investimenti.
- Perché si punta sui brownfield? Per ridurre il consumo di suolo e favorire la rigenerazione urbana.
- Qual è l’obiettivo della norma? Governare lo sviluppo dei data center conciliando crescita tecnologica e tutela ambientale.