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Premio italiano di Architettura 2025: Ravalli vince per l’ampliamento dell’Accademia Carrara; Grassi riceve il Premio alla carriera

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Ieri, 30 ottobre 2025, nella sala della Triennale Milano sono stati annunciati i vincitori della sesta edizione del Premio italiano di Architettura — iniziativa promossa da Triennale Milano e MAXXI. Il Premio per il miglior edificio è andato ad Antonio Ravalli Architetti per l’ampliamento e la valorizzazione dell’Accademia Carrara di Bergamo; il Premio alla carriera è stato conferito a Giorgio Grassi. La giuria ha scelto i vincitori tra una shortlist di nove progetti selezionati da trentuno candidature.

La cerimonia, ospitata in Triennale, ha visto interventi istituzionali e tecnici: Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano; Maria Emanuela Bruni, Presidente della Fondazione MAXXI; e i curatori e membri della giuria, tra cui Nina Bassoli, Lorenza Baroncelli, Pippo Ciorra, Tosin Oshinowo e Mirko Zardini.

Stefano Boeri ha dichiarato: “Siamo felici di accogliere in Triennale la sesta edizione del Premio italiano di Architettura, consolidando il rapporto con il MAXXI. Questa edizione del Premio si contraddistingue per la qualità e per la varietà delle proposte, che spaziano da progetti dedicati a istituzioni culturali a monumenti, da scuole per infanzia fino allo sport. Il Premio è un’occasione per il pubblico per conoscere le proposte più significative dell’architettura contemporanea, realizzate in luoghi e contesti molto diversi tra loro. Siamo orgogliosi di aver assegnato il Premio alla Carriera a Giorgio Grassi, protagonista dell’architettura dell’ultimo settantennio.”
Maria Emanuela Bruni ha sottolineato la portata della collaborazione con Triennale e il valore della selezione come strumento di conoscenza e valorizzazione.

La giuria ha motivato la scelta di premiare il progetto di Antonio Ravalli per l’Accademia Carrara riconoscendone la capacità di risolvere percorsi e accessi, oltre a introdurre nuovi servizi per i visitatori (giardino, caffetteria). Il nuovo corpo lineare — descritto dalla giuria come «portico, rampa, elemento di distribuzione» — dialoga con la facciata esistente e con il paesaggio, integrando materiali come pietra, acqua, legno, metallo e resti archeologici in una composizione che si adatta al contesto.

Sono state inoltre assegnate tre menzioni, rivolte a progetti distinti per approccio al riuso, alla sensibilità paesaggistica e all’economia circolare:

  • una menzione a Antonio De Rossi, Laura Mascino, Matteo Tempestini (Politecnico di Torino) e a Edoardo Schiari e Maicol Guiguet (Coutan Studio) per la riqualificazione delle ex casermette di Moncenisio — un intervento che combina valore architettonico e rigenerazione di welfare di comunità nei territori interni;
  • una menzione ad Associates Architecture per Echo of the mountain, riconosciuta per la misura paesaggistica e il valore simbolico del gesto;
  • una menzione a Studio Albori per il Padiglione della Santa Sede, evidenziato per la qualità concettuale, l’uso di elementi da un edificio destinato alla demolizione e la creazione di un orto pubblico come lascito materiale ed etico dell’evento.

La giuria ha motivato il Premio alla carriera a Giorgio Grassi così: “la giuria ha deciso all’unanimità di assegnare il premio alla carriera a Giorgio Grassi, architetto e docente milanese, per la qualità, la rilevanza e il rigore del suo percorso disciplinare e professionale dagli anni Cinquanta a oggi. Membro essenziale del gruppo di autori di tendenza che tra Milano e Venezia rifondavano negli anni Sessanta l’architettura sulla base dei valori di urbanità, continuità, autonomia, Grassi ha caratterizzato il proprio lavoro per l’altissimo livello di integrità e coerenza. A partire dallo studio dei tessuti urbani storici, Grassi ha costruito una logica ferrea e consequenziale del progetto architettonico, che attraversa gli scritti, i bellissimi disegni e gli edifici realizzati senza perdere forza e nitidezza concettuale. I suoi lavori più importanti – il teatro di Sagunto, i vari interventi a Berlino, la biblioteca di Groningen – costituiscono un lascito denso ed essenziale al futuro dell’architettura italiana e internazionale.”

La proclamazione è stata seguita dalla lecture di Tosin Oshinowo, inserita nel calendario di Milano Arch Week (27 ottobre – 2 novembre 2025). I progetti in concorso e i finalisti sono esposti in una mostra alla Triennale che resterà aperta dal 30 ottobre al 2 novembre 2025. Tra i partner sostenitori figurano Deloitte e Fondazione Deloitte, Lavazza Group e Salone del Mobile.Milano.

Un piccolo dettaglio di cronaca: durante la premiazione, il taglio formale del programma è stato interrotto per pochi istanti da un lieve problema tecnico alla scenografia — nulla che abbia mutato l’esito, ma un promemoria pratico su quanto, anche nelle cerimonie d’arte, il lavoro di progetto conviva con l’imprevisto e con la necessità di aggiustamenti sul campo.

Il racconto di questa sesta edizione mette in fila temi ricorrenti nel dibattito attuale: il ruolo dell’architettura nella rigenerazione sociale, il valore del riuso e della sostenibilità materiale, e la capacità di trasformare occasioni effimere in lasciti concreti (dal padiglione riuso all’orticoltura urbana). In questo senso, il Premio si conferma come strumento di messa a fuoco di pratiche e progetti che incidono sul tessuto delle città e dei territori.

Glossario

  • Accademia Carrara: museo di Bergamo oggetto dell’intervento premiato per l’ampliamento e la valorizzazione degli spazi e dei percorsi interni.
  • Premio italiano di Architettura: iniziativa biennale promossa da Triennale Milano e MAXXI per valorizzare opere realizzate da progettisti italiani o attivi in Italia; include il riconoscimento al miglior edificio realizzato negli ultimi tre anni e il Premio alla carriera.
  • Menzione: riconoscimento assegnato a progetti meritevoli che non risultano vincitori ma che la giuria ritiene significativi per qualità specifiche.
  • Rigenerazione: insieme di interventi architettonici e urbani volti a ridare funzione e valore a patrimoni edilizi o aree degradate.