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Parma accoglie ricercatori e studenti palestinesi: «Un vero segno di pace»

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Parma – Sono arrivati i primi ricercatori palestinesi diretti all’Università di Parma. A breve raggiungeranno l’ateneo anche studentesse e studenti. Le ospitalità fanno parte di due progetti che permettono la prosecuzione della ricerca e della formazione in Italia, in un momento segnato dalla tragedia in Medio Oriente.

Il primo progetto è del Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale (CUCI) e ha selezionato due ricercatori. Il secondo è IUPALS — Italian Universities for Palestinian Students — promosso dalla CRUI con il Ministero dell’Università e della Ricerca, il MAECI e il Consolato generale italiano a Gerusalemme. Le iniziative rientrano negli impegni assunti dal sistema universitario per offrire spazi sicuri a chi, fino a poco tempo fa, non poteva proseguire gli studi o la ricerca.

Paolo Martelli, rettore dell’Università di Parma, ha raccontato il momento dell’accoglienza: «Viviamo un momento molto emozionante. Ieri sera – afferma il Rettore Paolo Martelli - abbiamo potuto accogliere all'aeroporto di Linate un ricercatore arrivato in Italia dalla striscia di Gaza. Finalmente siamo riusciti a ottenere quei corridoi umanitari che, anche attraverso il progetto IUPALS, permettono a giovani studiose e studiosi fino ad ora vissuti nella striscia di Gaza di poter continuare il proprio percorso di formazione e ricerca in un contesto di accoglienza e sicurezza. L'Università di Parma ha fatto la sua parte e la nostra sede è tra quelle che ospiteranno il maggior numero di arrivi dalla Palestina. Tutto ciò ci inorgoglisce, perché con questa iniziativa diamo speranza a tutte queste persone: un vero segno di pace e un'azione concreta, che è quanto di più significativo possa essere fatto nei confronti di quella terra così martoriata».

Nel frattempo il Senato Accademico ha approvato all’unanimità un documento che, richiamando i valori costituzionali, condanna quanto sta avvenendo nei territori di Gaza e della Cisgiordania. Quella deliberazione si affianca all’impegno operativo: accogliere, garantire sicurezza e offrire continuità formativa a chi la guerra ha interrotto.

L’arrivo dei primi ricercatori è al tempo stesso un gesto concreto e un tentativo pratico di tenere aperte le porte della ricerca. Per molti giovani palestinesi la possibilità di proseguire gli studi all’estero significa non solo riprendere un percorso interrotto, ma anche lavorare in un ambiente che protegge la libertà di ricerca e il diritto all’istruzione.

Glossario

  • CRUI: Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.
  • CUCI: Centro Universitario per la Cooperazione Internazionale dell’Università di Parma.
  • IUPALS: Italian Universities for Palestinian Students, progetto per studenti e ricercatori palestinesi.
  • MAECI: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.