Milano: La forza e la qualità della manifattura e del brand italiano escono per prime dallo stagnarsi dell’economia. Moratti, storico marchio toscano, si presenta nuovamente con il suo prodotto 100% Italiano al Micam Shoevent , il salone per la calzatura delle fasce alte del mercato internazionale che esporrà nel nuovo quartiere fieristico di Rho Milano tra il 19 ed il 22 settembre 2010. A seguito dei fantasmi della delocalizzazione delle aziende italiane e la chiusura,dolorosa, di numerosissime aziende manifatturiere, il calzaturificio Moratti intende rilanciare il prestigio del Vero made in Italy in occasione della massima esposizione internazionale. Il progetto è molto articolato perché prevede, tra l’altro, l’acquisizione di tutta la filiera con lo scopo di garantire per il futuro un lavoro altamente specializzato, adesso quasi completamente perso e un prodotto ideato,lavorato e prodotto in Italia al 100%. Per fare questo, l’incontro con Equi Sicav Private Equity Found, fondo lussemburghese, partecipante al capitale della società Toscana e con il preciso obiettivo di concorrere al rilancio e allo sviluppo delle piccole e medie imprese italiane, è stato determinante.
Il calzaturificio Moratti nasce nella seconda metà degli anni settanta in Versilia, terra alla quale è rimasto molto legato e dalla quale ha sempre più assorbito la forza del mare, ancora fortemente caratterizzante nella propria produzione di scarpe da “YachtMan”. Naturalmente con gli anni ha ampliato la produzione inserendo nuovi modelli ed estendendola anche alla donna che sempre più trova nelle calzature Moratti la propria eleganza unita al confort che da sempre è riconosciuto alle scarpe Moratti. Fiero promotore del vero made in Italy prodotto al 100% in Italia, ha superato indenne la crisi grazie alla costante attenzione per l’alta qualità del proprio prodotto.
Con una storia importante e con una rinnovata freschezza, torna a quasi dieci anni di distanza come espositore al Micam Shoevent di Milano.
“la nostra partecipazione in Moratti è una conferma dell’importanza del ruolo degli investitori istituzionali per la crescita e lo sviluppo delle imprese familiari italiane. - Spiega il Dott. Luciano Tarantino, fund manager di Equi Sicav Privaty Equity Fund- Molto spesso riscontriamo la necessità di separare la proprietà dal controllo, perché “fare l’azionista è un mestiere altrettanto difficile ed impegnativo che fare il manager“ e spesso i piccoli e medi imprenditori , restii a voler abbandonare le loro “creature“, decidono di accentrare in se tutti i ruoli, quello di manager e di azionista appunto. In altre situazioni non è raro trovare aziende con problematiche legate al cambio generazionale laddove la carenza delle necessarie risorse imprenditoriali all’interno della famiglia , determina la necessità di reperirle sul mercato manageriale esterno. In tal senso è importante rimarcare la necessaria differenza che va fatta fra fondi di private equity che guadagnano esclusivamente ricorrendo in maniera eccessiva al debito, da quelli che invece lavorano per assicurare lo sviluppo delle aziende preservando la centralità dell’imprenditore. In tal senso la responsabilità sociale del private equity nel far affiancare l’azienda anche da manager professionali che tutelino la caratterizzazione del fare impresa locale pur con obiettivi manageriali più evoluti e di maggior respiro”
foto di repertorio
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