Vorrei essere l’angelo custode di me stesso
e guardare il mondo dall’alto.
Per quanto distante,
la realtà esercita un’attrattiva irresistibile.
A tratti percorro le mie strade da solo
e godo immensamente dei piaceri dell’autarchia.
Fino a quando mi pervade,come un brivido,
il richiamo della passione
e devo assecondarlo
e attraversare nudo foreste irte di spine,
ferirmi e sanguinare fino a maledire
la mia incapacità di evitare le solite ragnatele
che la vita-ragno tesse
per catturare le sue prede:
trama e ordito che parlano del sempiterno Amore.
Vorrei essere una divinità
e disporre del mio destino
e non attendere che il disegno divino si sveli
si’ da poterlo indossare
come un vestito che calzi a pennello:
per quanti ritocchi apporti,
il sarto non può riuscire
nell’impresa di prendere le misure
di un modello in perenne divenire.
Vorrei essere il mio fuoco interiore
e non mostrare la bianca livrea
dei sepolcri imbiancati
nelle relazioni sempre più anodine
che intercorrono fra i mondi
che ognuno di noi rappresenta.
Vorrei essere...
quello che non sono stato mai.
ROSARIO TISO
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