Milano: GDA - Si sa che la informatica costringe alla evoluzione. Se in un certo ambito si scoprono regole per risolvere un problema, le stesse possono essere applicate in casi analoghi. Così il successo (anche commerciale) delle regole individuate ha conseguenze importanti per chi opera in tutti gli ambiti in cui si informatizza.
Per rallentare la evoluzione della informatica si sono inventate culture tecnologiche distinguibili.
Con ciò sono nate competizioni importanti ma si potrebbe anche introdurre il termine “spreco” per descrivere la situazione.
La presenza del Web e di tutti suoi sviluppi ha certamente aumentato la competizione. Forse lo spreco non si è ridotto, mentre i posti di lavoro sono aumentati, non necessariamente a favore dei problemi, ma piuttosto a favore di chi realizza soluzioni.
Non poteva non nascere un nuovo modo di vedere tutto il mondo software e dei suoi sviluppi: Web 2.0 è la nuova versione del Web. Non è una realtà nè una tecnologia. Piuttosto una lunga marcia. Il Web 2.0 tenterà di rendere possibile all’utente di costruirsi la soluzione dei propri problemi senza dover disporre il software sul proprio computer.
La rete sarà il computer. E l’antico sogno di rendere integrabili sforzi distinti per la soluzione di problemi prenderà forma. Ai pagamenti del software si sostituiranno micropagamenti per il suo impiego. Una sorta di Google che aiuterà a risolvere i problemi distribuendo dividenti anzichè software.
Epolis: concesso da Prof. Giovanni Degli Antoni (GDA)
aprile 2007
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