Un milione di compresse di ioduro di potassio sono pronte presso lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze a disposizione del Ministero della Salute. E il farmaco utilizzato per favorire lo scioglimento dello iodio 131 nell’organismo soprattutto nei casi di contaminazioni radioattive. Alcune dosi sono state consegnate nei giorni scorsi al team di Vigili del Fuoco partiti dalla Toscana per il Giappone. Lo stock già disponibile deriva da produzioni che ciclicamente vengono effettuate su disposizione ministeriale nell’unico stabilimento italiano in grado di soddisfare questa esigenza. Al tempo stesso, in caso di necessità, il Farmaceutico fiorentino è in gradodi produrre nuovi quantitativi anche in una settimana. Trattandosi di un farmaco «raro», poco utilizzato, lo ioduro di potassio non rientra nelle produzioni delle grandi case farmaceutiche e pertanto è di difficile reperibilità. Non a caso in questi FARMACEUTICO MILITARE Pronte un milione di compresse di ioduro di potassio per l’emergenza giorni, a quanto si apprende, il prezzo del principio attivo del farmaco starebbe raddoppiando sui mercati mondiali. Dai circa 25-30 euro al chilo si sta già traguardando i 50 euro. Non è fuori luogo parlare di vero e proprio accaparramento in corso.
Lo ioduro di potassio venne prodotto, sempre dal Farmaceutico militare, anche al tempo dell’incidente alla centrale nucleare di Chernobyl nel 1986, ma fortunatamente non venne distribuito alla popolazione italiana perché non ce ne fu bisogno. Oggi potrebbe venir utilizzato nel caso il ministero degli Esteri decidesse di farne giungere un’adeguata quantità al governo giapponese in aiuto della popolazione più vicina alla centrale nucleare di Fukushima. Allo Scfm «lavorano 63 civili e 14 militari tra i quali ufficiali chimici e farmacisti, con competenze che però sono destinate a perdersi, perché alcuni iniziano ad andare i pensione e non sono previste sostituzioni» dice Domenico Cotroneo, rappresentante sindacale dello Scfm. «Bisogna decidere se dare a questo stabilimento», che dipende dal-l’Aid (Agenzia industrie difesa) «un ruolo strategico e competitivo. Almeno vogliamo che sia un ruolo ben definito: siamo vincolati a un bilancio e per il secondo anno consecutivo abbiamo chiuso in attivo. Ma le commesse ce le devono trovare le istituzioni» conclude il sindacalista.
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