Laffermazione del Senatore Ignazio Marino, riportata oggi dalle agenzie stampa, secondo cui nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) non sarebbe inclusa lassistenza domiciliare alle persone in stato vegetativo permanente sorprende e risulta difficilmente comprensibile.
Infatti, se nel provvedimento che definisce i Lea non si menziona esplicitamente questa condizione, ciò è semplicemente dovuto al fatto che la formulazione della norma fa riferimento, in termini generali, allassistenza domiciliare integrata (ADI) ed allospedalizzazione domiciliare (OD), destinate alle persone che, per qualsiasi malattia o condizione, siano "non autosufficienti” e abbiano bisogno di un supporto terapeutico, infermieristico, riabilitativo e assistenziale al proprio domicilio.
Tra queste persone rientrano certamente i pazienti in stato vegetativo. Allo stesso modo i Lea prevedono che le persone non autosufficienti, incluse le persone in stato vegetativo, possano essere assistite in strutture residenziali extraospedaliere quando le condizioni dellabitazione o il contesto familiare non consentano lassistenza domiciliare.
Il problema non è, dunque, di natura normativa ma di natura organizzativa e di appropriato utilizzo delle risorse disponibili. Non si può affermare che le persone in stato vegetativo non siano assistite dal Servizio sanitario nazionale, mentre è vero che troppe volte sono assistite in contesti assistenziali inappropriati e, in particolare, in un contesto quale quello ospedaliero, che per pazienti acuti o lungodegenti non permette la ricostruzione di una "relazione” fondata anche sulla gestione familiare della vita quotidiana, evidentemente supportata dagli operatori sanitari e socio-sanitari del Servizio sanitario nazionale. Lo sforzo del Ministero della Salute è proprio quello di sviluppare e rafforzare questo tipo di risposta perfettamente compatibile con gli attuali livelli essenziali di assistenza.
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