La pillola del giorno dopo potrebbe presto divenire irreperibile in Italia. Se il tribunale di Roma accogliesse la tesi secondo cui essa sarebbe un farmaco abortivo -contro il parere dell’Organizzazione mondiale della Salute (Oms) e delle maggiori associazioni mediche mondiali- potrebbe non essere più disponibile in farmacia, ma solo in regime di ricovero ospedaliero.
Se il prossimo 5 giugno il gip di Roma, Claudio Mattioli, archiviasse l’indagine sui tre medici che si sono rifiutati di prescrivere la pillola, cosi' come ha chiesto il pubblico ministero, vi sarebbero conseguenze devastanti per le donne
italiane.
Il pm ha infatti chiesto l’archiviazione del procedimento in quanto non si escludere a priori la possibilita' che il meccanismo con cui agisce la pillola del giorno dopo sia abortivo. In quanto tale, sosterrebbe il pm, i medici avrebbero il diritto di praticare l’obiezione di coscienza, cosi' come previsto dalla legge 194 sull’interruzione di gravidanza. Da qui la richiesta di archiviazione.
Se il tribunale accogliesse questa tesi, vi sarebbero conseguenze ben maggiori rispetto a quelle causati da alcuni fanatici religiosi. Ne conseguirebbe infatti che tutti i medici che oggi la prescrivono, tutti i farmacisti che la vendono, e tutte le donne che la assumono potrebbero finire in carcere per il reato di aborto clandestino. Per la legge italiana, l’aborto puo' essere praticato solo in strutture ospedaliere pubbliche in regime di ricovero.
In altre parole, saremmo di fronte all’impossibilita' di ottenere la contraccezione di emergenza in futuro, visto che per ottenerla la donna dovrebbe farsi ricoverare in ospedale e seguire la lunga e pesante trafila dell’interruzione di gravidanza.
Il tutto mentre nel resto d'Europa, in Africa, nelle Americhe ed in Asia ormai quasi ogni donna puo' ottenere la pillola del giorno dopo senza ricetta medica in qualsiasi farmacia.
Un appello urgente al ministro della Salute: abolisca subito l’obbligo di ricetta medica. Solo cosi' potremmo evitare casi giudiziari come questi, pericolosissimi per i diritti delle donne italiane. In caso contrario, dovremo trovare al più presto altri metodi alternativi alla legalita' per rendere disponibile la contraccezione di emergenza anche alle donne italiane.
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