Amati e ricercati, possono però causare gravi danni a chi non sa riconoscerli. Spesso si utilizzano stratagemmi empirici o “tradizionali”, per testarne la commestibilità . Vanno invece raccolti solo gli esemplari di specie conosciute come eduli.
La raccolta inoltre è regolamentata da leggi regionali che dettano modalità , quantità , tempi e prescrizioni che i cercatori devono rispettare.
L’aspetto fondamentale è la sicurezza, per chi raccoglie i funghi e per chi li mangia. Ci sono specie, infatti, che hanno alti livelli di tossicità tanto da poter essere letali. Le gravi sindromi d’avvelenamento dovrebbero scoraggiare una raccolta basata solo su indicazioni generiche fornite da presunti esperti o da sistemi tradizionali; è quindi opportuno raccogliere solo le specie di cui siamo assolutamente certi, per averle già utilizzate in passato, e in caso di dubbio è bene astenersi dal consumo.
Di fronte poi a esemplari di incerta commestibilità il metodo più sicuro è quello di farli determinare presso gli Ispettorati micologici delle Unità Sanitarie Locali; con certezza si potrà conoscere se il fungo si può mangiare o no.
Per approfondirne la conoscenza il Corpo forestale dello Stato promuove corsi didattici, pubblicazioni, convegni di studio ed iniziative culturali e scientifiche che riguardano gli aspetti di conservazione e di tutela ambientale, collegati alla raccolta dei funghi. L’obiettivo è quello di offrire uno strumento in più a tutti i cittadini, in particolare agli appassionati cercatori che, proprio in questo periodo di inizio autunno, programmano lunghe passeggiate nei boschi alla ricerca dei gustosi funghi.
La Forestale, inoltre, vuole catturare l’attenzione dei “fungaioli” su quanto sia fondamentale rispettare questi organismi viventi di primaria importanza per il giusto equilibrio dell’ecosistema. Pertanto, i cercatori, che implicitamente sono anche amanti della natura e dell’ambiente, certamente devono usufruire delle opportunità di raccolta che la stagione, se favorevole, può offrire, ma nel rispetto delle leggi e delle norme locali e assumendo comportamenti responsabili ed eticamente adeguati.
Le regole alle quali attenersi per la raccolta sono previste da una legge quadro nazionale e, nel dettaglio, da specifiche normative regionali.
Si cerca di evitare che uno sfruttamento troppo intenso, oltre a danneggiare i boschi, provochi una compromissione della risorsa stessa, ma anche che, pochi cercatori, raccolgano grandi quantità , penalizzando tutti gli altri.
Pertanto è necessario essere in possesso di un tesserino e talvolta di un permesso, di durata e costo variabile, con modalità diverse a seconda della Regione nella quale ci si trova. Sono poi previste giornate nelle quali si può raccogliere e giornate precluse, e in ogni caso la raccolta è sempre vietata durante le ore notturne. Inoltre sono fissati limiti specifici che devono essere rispettati circa la quantità , il peso e, talvolta, anche le dimensioni.
Per rispettare le regole, ed evitare sanzioni e la confisca di quanto raccolto irregolarmente, è necessario, comunque, informarsi sulle disposizioni vigenti localmente che regolano la ricerca dei funghi, presso i Comuni, le Comunità montane, le Province e i Comandi Stazione forestali.
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