La terapia del dolore non sarà piu’ tabù in Italia. Contro la paura, la pigrizia e la mancanza di cultura dei medici arriva la formazione con crediti ECM e farmaci in fascia “A”.
L’Osservatorio della terza età , Ageing society, vince la sua battaglia per la diffusione dei farmaci per la terapia del dolore, oggi erogati solo al 12% (poco più di 200 mila) dei pazienti che ne avrebbero bisogno. Il dato era preoccupante perché la carenza non dipendeva dalla assenza di leggi o di finanziamenti, ma dalla mancanza di una cultura delle cure palliative. La distribuzione dei farmaci in fascia A e il pronto intervento, annunciato dal ministro Sirchia, per istituire corsi di formazione professionale anche via internet è l’inizio di un approccio serio e deciso, per stare vicino a chi soffre. Un passo necessario nel nostro Paese dove la prescrizione degli oppiacei è tra le più basse nel mondo: siamo al quintultimo posto con 150 prescrizioni medie giornaliere per milione di abitanti, prima solo dell’Ecuador, Cina, Bolivia e Algeria.
Il confronto diventa ancora più marcato se ci si sposta a livello europeo, dove i tre milioni di confezioni consumate nel 2002, sono 12 volte di meno di quelle prescritte in Germania (35 milioni), 32 volte meno di quelle francesi (100 milioni) e addirittura inferiori di 110 volte a quelle della Danimarca. Un confronto “imbarazzante” visto che i decessi per cancro in Italia sono circa 150 mila all’anno, 300 mila i malati cronici, mentre 3 milioni di pazienti sottoposti ad un intervento chirurgico sono colpiti da dolore. Formazione quasi nulla per i medici, poca diffusione dei trattamenti domiciliari e mancanza di reparti nelle strutture pubbliche sono i deficit che allontanano il nostro paese dalla realtà europea e mondiale. Per favorire la cura del dolore le regioni di comune accordo con il ministro avevano già sburocratizzato e semplificato la prescrizione dei farmaci oppiacei con i nuovi ricettari.
Ora manca un ultimo sforzo. Secondo i piani legislativi le regioni dovrebbero garantire tra lo 0,4 e lo 0,5 posti letto ogni 10 mila abitanti per le terapie palliative, ma attualmente la media nazionale e’ ferma allo 0,3, con particolare deficit nel Sud, dove vi sono regioni come Puglia e Campania che non raggiungono 0,2 posti letto. “Non gestire il dolore nei pazienti " afferma Roberto Messina, segretario generale dell’Osservatorio della terza età " e’ immorale. Finalmente, gli appelli dell’Osservatorio sono stati accolti. Apprendiamo con soddisfazione le parole del ministro e del Direttore Generale AIFA Nello Martini " osserva Messina " tutto questo permetterà di abbattere gli ostacoli che hanno bloccato la diffusione della terapia del dolore in Italia, dove una fetta sempre più consistente della popolazione e’ anziana”.
Di DUNDAR KESAPLI
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