Oltre 700 medici italiani hanno sottoscritto una lettera aperta a Berlusconi contro la guerra in Iraq.
Dopo la mobilitazione della comunità scientifica inglese che nei giorni scorsi aveva inviato un appello al Premier Tony Blair dalle pagine delle riviste Science e British Medical Journal, ora anche i medici italiani decidono di manifestare la loro contrarietà ad un attacco contro l’Iraq.
E lo fanno dalle pagine della newletter della CGIL "Adesso sto meglio". "E’ indubbio dice tra l’altro la lettera - che la guerra sia un problema di salute pubblica. In qualità di medici abbiamo non soltanto il dovere di prenderci cura delle vittime della violenza e dei conflitti armati, ma anche di cercare di prevenirli... Ebbene, la guerra in Iraq provocherà centinaia di migliaia di morti, la maggior parte tra i civili e i bambini, la esplosione di epidemie, carestie e distruzioni ambientali".
FIRMA QUI LA LETTERA DEI MEDICI ITALIANI
CONTRO LA GUERRA IN IRAQ
La minaccia della guerra contro l’Iraq sta provocando prese di posizione tra i medici che si occupano di salute pubblica e di prevenzione. Lo hanno fatto Carolyn Stephens e il personale, gli studenti e i laureati della London School of Hygiene and Tropical Medicine, in una lettera aperta a Tony Blair pubblicata in contemporanea da British Medical Journal e Lancet. Ma anche in Italia, un gruppo di medici di sanità pubblica ha iniziato una raccolta di firme su una lettera da inviare al Presidente del Consiglio italiano.
700 medici hanno già aderito.
Lettera Aperta
Lettera da Inviare
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