Sono finalmente pronte, dopo tre mesi di lavoro, le linee guida sulla fecondazione assistita messe a punto dalla commissione di esperti incaricata dal ministero della Salute. È stato fatto un grande sforzo per chiarire alcuni punti poco chiari di una legge che fin dall’inizio ha sollevato discussioni e polemiche.
Ma sono sostanzialmente due i punti indicati dagli stessi esperti della commissione come cruciali: non c'è alcun obbligo di impiantare un embrione con anomalie e, nel caso in cui dall’intervento di fecondazione si ottengano tre embrioni, la donna puo' decidere di impiantarne uno soltanto e di congelare il terzo in vista di un futuro impianto. Ecco punto per punto alcune delle principali novita' del testo, che ora sara' trasmesso all’Istituto Superiore di Sanita' e quindi al Consiglio Superiore di Sanita':
- SI PUO' SCEGLIERE DI NON IMPIANTARE EMBRIONI ANOMALI: Le linee guida prevedono che una coppia informata di un'anomalia "irreversibile" presente nell’embrione puo' decidere di non impiantarlo. "La legge non obbliga nessuno a impiantare un embrione con una patologia", osserva uno dei componenti della commissione, il genetista Bruno Dallapiccola. Ma secondo un altro membro della commissione, l’esperto di fecondazione assistita Carlo Flamigni, si tratta di una "finta apertura" perché, rileva, in realta' la legge non prevede alcuna sanzione per la donna che rifiuta l’impianto di un embrione anomalo. "Quindi non è cambiato sostanzialmente nulla".
- POSSIBILE CONGELARE UN EMBRIONE SU TRE OTTENUTI: se dall’intervento di fecondazione assistita si ottengono tre embrioni, la coppia puo' scegliere di congelarne uno per impiantarlo successivamente. La donna, quindi, non è affatto vincolata ad accettare che tutti e tre gli embrioni ottenuti vengano reimpiantati. Ma la possibilita' di congelare un embrione, ha osservato Flamigni, "va chiaramente contro lo spirito della legge".
- NO ALLA DIAGNOSI GENETICA PRE-IMPIANTO: No dalle linee guida anche alla diagnosi genetica pre-impianto: è possibile soltanto l’analisi dell’embrione a livello morfologico. l’embrione ottenuto puo' cioè essere analizzato al microscopio alla ricerca di anomalie visibili. l’analisi genetica pre-impianto non è invece possibile perché, spiega Dallapiccola, la legge vieta la selezione degli embrioni "con finalita' eugenetiche".
- SI' A IMPIANTO EMBRIONI CONGELATI OTTENUTI IN PASSATO: Prevista, infine, la possibilita' di impiantare embrioni congelati ottenuti in passato con modalita' oggi non più consentite dalla legge, come quelli ottenuti con fecondazione eterologa o da donne single.
- SILENZIO SUL CONGELAMENTO DEGLI OOTIDI: Contrariamente alle attese di alcuni, nella lunga riunione di oggi la commissione di esperti non ha affrontato il tema della possibilita' di congelare il cosiddetto ootide, ossia l’ovocita fecondato e nel quale non è ancora avvenuta la fusione dei patrimoni genetici dei due gameti.
- l’ITER: i pareri espressi dagli esperti oggi al termine dei lavori saranno trasmessi nei prossimi giorni all’Istituto Superiore di Sanita'. Qui verra' messa a punto la stesura definitiva del documento, che dovra' tenere conto dei pareri espressi dai componenti e che sara' trasmessa al Consiglio Superiore di Sanita'. Quindi il documento definitivo verra' consegnato al ministro. l’intenzione, secondo Dallapiccola, è di riuscire a chiudere entro l’estate, in modo da avere a disposizione riferimenti operativi chiari per settembre.
“Francamente non sono sorpresa che di fronte ad una legge cosi' antiscientifica ed iniqua gli scienziati ed i giuristi che compongono la commissione stiano dimostrando maggiore apertura e flessibilita' delle forze politiche presenti in Parlamento", ha commentato Emma Bonino." Tuttavia, rimangono intatte, da parte mia, le obiezioni di fondo alla legge perché nessuna linea guida potra' mitigarne lo spirito “proibizionista”. Le proposte della commissione, se convalidate dal Ministro, non faranno altro che alimentare l’incertezza del diritto, provocando una prevedibile ondata di ricorsi: in queste condizioni un medico ci pensera' cento volte prima d’ignorare, per esempio, l’obbligo d’impiantare in utero un embrione malato. Resto quindi convinta che l’unica strada seria e credibile da percorrere sia il referendum abrogativo. Mettere qualche pezza ad una legge che fa acqua da tutte le parti non basta: piuttosto, occorre quanto prima consentire ai cittadini di riappropriarsi di una scelta fondamentale”.
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