Da poco meno di un mese anche in Italia si è dato il via alla sperimentazione del RU 486. Un farmaco capace di aggredire l’embrione, portandolo ad una rapida morte. Sostituendo l’aborto chirurgico " con il conseguente trauma anche fisico " con quello farmacologico, di natura molto meno invasiva.
Questo sistema per impedire che la gravidanza venga portata a termine si affianca, generando a volte un po’ di confusione, a quella che comunemente viene chiamata, pillola del giorno dopo, anch’essa entrata nel ricettario medico in tempo abbastanza recenti.
A differenza dell’RU 486 il NorLevo (è questo il nome del farmaco) agisce sull’ovulo fecondato e ne impedisce l’insediamento. Differenza non da poco. L’uno rientra nei farmaci Abortivi, l’altro invece nei Contraccettivi.
Inutile cercare di dipanare le implicazioni etiche. Come possiamo chiederci quando l’anima entra nell’embrione? Se è vero, che l’ovulo fecondato ha una precisa identità genetica completa, è altrettanto vero che non ha subito alcun processo di individualizzazione e che è ancora una cellula totipotente. Per dirla in parole più semplici potremmo dividerla infinite volte e quindi trovarci con un numero infinito di individui perfettamente identici. E se l’anima era già presente in quel momento avrebbero tutti la stessa anima ?
Certo non mi aspetto una risposta e il senso della domanda era un altro. Ci sono dei quesiti che sfuggono ad una categorizzazione e maggiore sarà il progresso scientifico più difficile e lenta potrebbe essere la nostra capacità di creare categorie per comprenderlo.
Non credo che sarei mai in grado di consigliare (o di accettare serenamente) l’aborto a chiunque ed in qualunque caso mi venisse chiesto. Ma mi fa piacere sapere che se una donna decide di farlo lo può fare legalmente e con tutta l’assistenza del caso.
Ma i nomi hanno una loro importanza e un peso specifico.
E quello che più non mi piace in questa vicenda è che per non creare troppa attenzione (o imbarazzo politico) intorno a questi farmaci, che per la norma europea di “mutuo riconoscimento” comunque sarebbero dovuti essere stati approvati anche in Italia, li si siano fatto passare, da parte degli abortisti, concentrando l’interesse solo intorno alle vantaggiose proprietà chimiche dei nuovi ritrovati.
Pronti a deresponsabilizzare ancora di più di fronte alla (ogni tanto sacrosanta) necessità del Pensare.
Massimo Piccolo
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