Si è svolta a Roma il 23 aprile scorso la manifestazione dedicata alla prevenzione alcologica l’Alcohol Prevention Day (APD) organizzata dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Sono sempre più numerosi gli adolescenti che consumano alcol.
Nel 2001, l’ISTAT ne ha contati 870mila di età compresa tra i 14 e i 16 anni, 22mila in più rispetto al 2000 e 89mila in più rispetto al 1998.
Tra questi, sono circa 400mila quelli che abusano soprattutto di birra, vino e aperitivi alcolici.
l’incremento maggiore si registra tra le teenager, passate dal 35,7% del 1998 al 41,6% del 2001, mentre la prevalenza di consumatori tra i maschi è salita dal 46,2% al 51,6%.
Questi alcuni dati che emergono dalle elaborazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sui dati ISTAT relative alle Indagini Multiscopo sugli "Stili di vita e condizione di salute "per gli anni 1998-2001.
Agli adolescenti è dedicata la campagna di prevenzione alcologica che prenderà il via in estate e in particolare lo spot contro il consumo di bevande alcoliche promosso dal Ministero della Salute in cui un gruppo di ragazzi gridano "no" all’alcol a ritmo di "rap" e sì all’amicizia.
Sono previste inoltre:
”¢ campagne pubblicitarie con la distribuzione e l’affissione di materiale informativo nei centri commerciali, supermercati, luoghi di particolare affluenza come parrocchie, scuole ed altri centri di aggregazione;
Ӣ la realizzazione di stand/gazebo nelle piazze principali d'Italia dove poter interagire con la popolazione, attraverso la distribuzione di materiale informativo per ciascun argomento identificato;
”¢ la possibilità di effettuare colloqui con operatori e volontari, magari con test di rischio di problematicità del bere e test alcolimetrico;
la possibilità di dibattere argomenti e prendere visione di materiale video nonchè l’organizzazione di spettacoli (concerti, spettacoli teatrali, ecc.) e feste dove siano distribuite solo bevande analcoliche.
Rivestono fondamentale importanza l’informazione e la prevenzione esplicata attraverso il contatto diretto con l’esperienza e la testimonianza portata da operatori socio-sanitari che prestano la propria attività nelle associazioni di volontariato e che, per il proprio vissuto, hanno la forza di esprimere la loro convinzione: il problema "alcol" per l’abitudine al consumo è difficile da risolvere ma non certo impossibile.
Le manifestazioni come "l’alcohol prevention day" possono creare un canale privilegiato di notizie e rapporti diretti per portare al riconoscimento del soggetto che abusa di sostanze alcoliche, attraverso un approccio colloquiale che serve ad esaminare ed eventualmente ad affrontare il difficile rapporto con se stessi e con gli altri.
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Il consumo tra i teenager
"l’alcol, a differenza degli altri principali fattori di rischio per la salute " afferma Emanuele Scafato, responsabile alcol dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga (OSSFAD) dell’ISS " gode di un'accettazione sociale e di una popolarità legate alla cultura italiana del bere che poneva, fino a 10 anni fa, il consumo di vino come alimento inseparabile dall’alimentazione, ma che oggi, al contrario, separa il bere dalla ritualità dei pasti, legandolo, invece, agli effetti che esso esercita sulle performance personali".
Alla luce, dunque, delle abitudini modificate e della maggiore offerta di bevande alcoliche, continua Scafato, "l’ISS, impegnato da anni in attività di monitoraggio dei consumi alcolici e di prevenzione delle modalità di uso e abuso, offre alla popolazione materiali di sensibilizzazione, di informazione e di intervento attraverso una serie di strumenti, quali il sito Web dell’OSSFAD e un opuscolo rivolto alla popolazione generale per la riduzione dei consumi. Verrà , inoltre, potenziata, nell’ambito di una collaborazione con il Ministero della Salute anche l’attività del Telefono Verde Alcol che offre consulenza a chiunque abbia un problema di dipendenza o si voglia orientare per l’assistenza agli alcolisti".
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I dati hanno rivelato che i giovani italiani bevono per sentirsi più sicuri e loquaci in gruppo, oltre che "trendy" agli occhi degli amici. Per questo, il 12,2% degli adolescenti, preferisce bere fuori dai pasti, una modalità di consumo che segue, oltretutto, un trend in ascesa per entrambi i sessi: + 3,9 % per i maschi e + 27,6 % per le femmine.
Il primo bicchiere viene consumato a 11-12 anni, l’età più bassa nell’Unione Europea, dove la media si aggira sui 14 anni e mezzo. I maschi preferiscono la birra (354.349 consumatori nel 2001), seguita dal vino (196.394 individui), dagli aperitivi alcolici (188.617) e dagli amari (94.137 individui). l’incremento maggiore, tra gli adolescenti di sesso maschile, nei 4 anni considerati, si registra per gli aperitivi alcolici (+ 32,7 %) e per gli amari (+ 5,4 %).
Il più elevato numero di consumatrici si registra, analogamente ai coetanei di sesso maschile, tra le giovani che bevono birra (216.462 adolescenti) e anche per il sesso femminile si rileva un'equivalenza nel numero di consumatrici di vino e di aperitivi alcolici (122.382 e 121.117 adolescenti). A differenza dei maschi, tra le adolescenti si registra un più elevato numero di consumatrici di superalcolici (56.182) rispetto agli amari (34.855). Tra le teen-ager, infine, l’incremento maggiore, nei 4 anni esaminati, si registra per gli aperitivi alcolici (+ 28 %).
Fonte: Istituto Superiore di sanità
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