Dalla scrivania del direttore, MISNA, SU Ladysilvia; Forse erano più di centomila a Vicenza forse meno; qualcuno degli organizzatori ha detto anche duecentomila; di sicuro erano circa o più di 100 i parlamentari presenti; dietro uno striscione "Parlamentari per il no al Dal Molin" non c’erano solo rappresentanti dell’ala radicale dell’Unione, come le critiche di destra hanno tentato di far credere, ma anche appartenenti alla “Margherita”; nel suo complesso, non era solo gente di sinistra, giunta con ogni mezzo da tutta Italia, e c’era perfino un presidio di americani contro la guerra e per la pace che, in un telegiornale, hanno ricordato di essere oggi una soverchiante maggioranza anche nel loro paese.
Agli uccelli del malaugurio e ai profeti di sventura che hanno continuato anche dopo a tentare di arrampicarsi sugli specchi con affermazioni assai poco credibili sullo spirito antigovernativo e antiamericano della manifestazione hanno risposto migliaia di bandiere arcobaleno, quelle allegre bandiere di pace che tanto infastidiscono i guerrafondai più o meno mascherati. Hanno risposto i sorrisi e le canzoni di partecipanti di ogni età e di ideologia diversa. "Oggi è una giornata importante: un’ imponente manifestazione per la pace - ha detto all’agenzia Ansa un senatore dell’Ulivo - si è svolta nella più assoluta serenità e sicurezza. Grazie all’azione delle forze dell’ordine e al lavoro del questore di Vicenza.
E grazie al vice-ministro dell’interno Marco Minniti che ha dimostrato come si affrontano con la necessaria sobrietà e serietà i problemi delicati dell’ordine pubblico". Gli ha fatto eco un deputato: ''Il movimento ha imparato a superare il concetto degli anni '70 della violenza politica. La cultura politica del movimento ha rotto con la violenza''.
Tutto è andato per il meglio ma vale ancora e più che mai - soprattutto di fronte a chi, dopo aver auspicato il peggio, frustrato e deluso, continua stasera a ripetere infondate accuse e calunnie sul vero spirito della marcia di Vicenza - quello che Pax Christi ha scritto in questi giorni sul suo sito web: ”Ancora una volta i giorni che realizzano una esperienza di partecipazione, di democrazia, di espressione libera e responsabile di una scelta di pace e disarmo diventano occasione per il rilancio di logiche violente.
Il clima alla vigilia della manifestazione di Vicenza è preoccupante. Si dissotterrano gli spettri della contrapposizione sociale violenta, del terrorismo, degli arsenali sovversivi, dell’antiamericanismo viscerale, dimenticando, e credo volutamente, la vera questione che a Vicenza si vuole porre: come fermeremo il "sistema di guerra" che sta divorando ogni dimensione umana (sociale, culturale, religiosa, politica, educativa, spirituale ... partecipativa), piegandola ai suoi particolari interessi?” (continua) [MB]
La Redazione
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