XIV Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia

Si è conclusa il 4 novembre la XIV Assemblea della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).
La Fcei, composta dalle chiese valdesi, metodiste, battiste, luterane, l’Esercito della Salvezza, alcune chiese libere, la Chiesa Apostolica Italiana e alcune chiese pentecostali, ha accettato tra i nuovi membri la comunità St. Andrew della Chiesa di Scozia di Roma. Inoltre sono entrate a far parte come osservatori l’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno (Uicca) e la Federazione delle Chiese Pentecostali.

L’Unione Italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° Giorno è stata rappresentata dal suo presidente, pastore Daniele Benini e dalla responsabile della Libertà Religiosa della Uicca, Dora Bognandi.
L’Assemblea in questi giorni ha altresì scelto il suo nuovo presidente, Domenico Maselli, pastore della Chiesa Valdese.

Da sottolineare che il Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, ha mandato un messaggio all’Assemblea: “Alcuni temi sui quali la Federazione delle chiese evangeliche è da tempo impegnata sono all’attenzione del governo che presiedo”, ha scritto Prodi.

“Il primo è l’approvazione di una legge sulla libertà religiosa. Ho tenuto personalmente che fosse menzionata nel programma elettorale della nostra coalizione e rinnovo l’impegno del governo a procedere in questa direzione” ha affermato Prodi.

Inoltre Prodi ha sottolineato l’importanza della stipula di Intese con le confessioni che ancora non hanno una regolamentazione con lo Stato italiano ed eventuali modifiche con le chiese che le hanno già stipulate.

“Il terzo argomento che vorrei richiamare è quello dell’immigrazione e, più in generale, della costruzione di una società accogliente e pluralista” ha continuato Prodi.

“E’ questo un tema (immigrazione, ndr) sul quale il governo ha già preso importanti decisioni; al tempo stesso ha avviato un processo di riforma complessiva della materia nel quale intende coinvolgere le parti sociali, le associazioni degli immigrati e quelle attive nel settore dell’accoglienza. In questo percorso sappiamo di poter contare anche sulla vostra Federazione”.

La Fcei, ha deciso d’impegnarsi maggiormente nel far approvare dallo Stato una legge sulla libertà di coscienza e di religione e far emergere il valore della laicità nella scuola pubblica e la necessità di un insegnamento non confessionale della storia delle religioni.
Vincenzo Annunziata

Riportiamo qui sotto un documento ufficiale della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno inerente i rapporti con le altre chiese

Dichiarazione sui rapporti con le altre Chiese e denominazioni religiose

Questo documento tratto dal manuale di ordinamento interno della Conferenza Generale della Chiesa Avventista rappresenta uno dei momenti più significativi della storia della Chiesa Avventista. La prima formulazione e pubblicazione di questo documento risale al 1926, quando i dialoghi ecumenici non avevano ancora raggiunto l’apertura degli ultimi anni e le dichiarazioni internazionali sui diritti dell’uomo erano ancora lontane. Per evitare incomprensioni o attriti nelle relazioni con altre chiese cristiane e organizzazioni religiose, sono stati fissati i seguenti principi:

1. Noi riconosciamo le organizzazioni che presentano Cristo agli uomini come parte del piano divino di evangelizzazione del mondo e teniamo in grande considerazione uomini e donne di altre confessioni che si impegnano a portare gli uomini a Cristo.

2. Ogni volta che nella nostra attività missionaria entriamo in contatto con altre denominazioni cristiane ed enti religiosi, deve sempre prevalere lo spirito cristiano di cortesia, franchezza e onestà .

3. Siamo consapevoli del fatto che la vera religione si fonda sulla coscienza e la convinzione. Ci proponiamo perciò di vegliare sistematicamente affinchè nessun interesse egoistico o vantaggio materiale induca le persone a far parte della nostra comunità e nessuno sia trattenuto da vincoli di qualsiasi genere che non siano la convinzione e la persuasione di aver scoperto la vera relazione con il Cristo. Se per un membro di chiesa dovesse intervenire un mutamento di convinzione ed egli non si sentisse più in sintonia con la fede e la prassi della Chiesa Avventista del 7° Giorno, noi riconosciamo non solo il diritto ma anche la responsabilità di tale membro di aggregarsi a un'altra organizzazione religiosa, secondo la sua fede, senza per questo discreditarlo. Ci aspettiamo che le altre organizzazioni religiose manifestino lo stesso spirito di libertà religiosa.

4. Prima di ammettere in chiesa membri provenienti da altre organizzazioni religiose, occorre accertarsi con cura che i candidati, cambiando appartenenza religiosa, siano mossi da convincimento religioso e dal rapporto personale con Dio.

5. Una persona sottoposta a censura da altra organizzazione religiosa, per essere venuta meno in modo manifesto all’etica e alla morale cristiane, non sarà considerata idonea all’ammissione nella Chiesa Avventista prima di aver dato prova di pentimento e ravvedimento.
6. La Chiesa Avventista non è in grado di limitare la propria missione entro confini geografici ristretti, in virtù della sua comprensione del mandato evangelico. Per grazia di Dio e tramite il suo intervento nella storia dell’umanità , denominazioni e movimenti religiosi sono sorti di volta in volta per porre l’accento su diversi aspetti della verità del Vangelo. All’origine della sua storia il popolo avventista ha ricevuto il mandato di ricordare, secondo il Vangelo, l’imminenza della seconda venuta di Cristo. Questo mandato ci spinge a proclamare le verità bibliche dal punto di vista specifico dell’invito alla preparazione contenuto nelle profezie bibliche, in particolare in Apocalisse 14:6-14. Questo messaggio implica la predicazione «del Vangelo eterno a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo» proponendolo all’attenzione del mondo intero. Ogni restrizione che vincoli la nostra testimonianza ad aree geografiche specifiche diventa quindi una limitazione del mandato evangelico. La Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno riconosce anche alle altre fedi religiose il diritto di operare senza restrizioni geografiche.