La Sposa

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Una “marcia“ che porta verso un inginocchiatoio.

Si cammina con un passo lento e soave con un vestito bianco,un viso candido ed emozionato che,da lontano, porta in trasparenza la visione di un “Angelo“.

Il cuore inizia a battere sempre più forte.

Ogni banco superato è un ritorno di un ricordo ormai andato.

L’unico sereno appoggio è del proprio padre che allieta il tremolio delle gambe e delle mani.

Gli occhi puntano verso colui che non si vede l’ora di raggiungere per poter stringere la sua mano, diversamente da tutte le altre volte.

I perché e le incertezze svaniscono, la trepidante attesa di arrivare al punto cruciale della funzione e sentire il proprio amato confermare in modo “sacro“ il suo volere con una voce sottile dovuta all’ emozione del momento.

Accettare di annullare se stessi per la persona che si avrà accanto per il resto della propria vita.

Ogni paura in quell’istante si trasforma in leggerezza come se si volasse nel nuovo mondo creato dal “sì“.

Un Ave Maria di Schubert per far traboccare quella lacrima tanto attesa, contagiosa per tutti i presenti.

Il bacio dell’eternità che vale più del ricordo del primo.
E’ il leggero cantico che conduce ogni sensazione,ogni pensiero,ogni desiderio....“al settimo cielo“.

Insieme si guarda verso il Cristo con gli occhi chiusi....un brivido profondo....un ringraziamento.

Giuseppe Pizzarelli

*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore.

*La foto pubblicata è di Antonio Marino.