Si è svolta il 27 agosto presso il Mipaaf la prima riunione della task force controlli sulla crisi del pomodoro. Nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte l’Agenzia delle dogane, il Corpo forestale dello Stato, l’Ispettorato centrale della tutela qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari e i vertici del Ministero, c’è stato un più che utile scambio di informazioni teso a realizzare un forte coordinamento tra le forze che operano nel settore del controllo della qualità alimentare che si è concluso aggiornando la riunione a giovedì 2 settembre.
“Ciò che possiamo e ciò che non possiamo fare per tutelare produttori e consumatori del nostro pomodoro. Non possiamo nè bloccare i camion nè impedire la libera circolazione delle merci in osservanza degli obblighi comunitari ed internazionali. Ma ci sono delle regole e queste regole vanno rispettate, garantendo la massima trasparenza su tutti i vari passaggi della filiera per la produzione della passata di pomodori. Più in particolare, quando un semilavorato a base di pomodoro entra in Italia, come nel caso della passata, va verificato che la sua autorizzazione sia coerente con le regole vigenti. Si tratta di controllare ed armonizzare meglio il sistema dei controlli.“ Ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, prima della riunione della task force controlli sulla crisi del pomodoro che si è tenuta il 27 agosto presso il Ministero delle politiche agricole alimentari forestali. Nel corso dell’incontro, cui hanno preso parte l’Agenzia delle Dogane, il Corpo Forestale dello Stato, l’Ispettorato centrale della tutela qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari e i vertici del Ministero, c’è stato un più che utile scambio di informazioni teso a realizzare un forte coordinamento tra le forze che operano nel settore del controllo della qualità alimentare che si è concluso aggiornando la riunione a giovedì 2 settembre. “La contraffazione crea e smercia prodotti falsi che ci danneggiano gravemente, per esempio nella moda, ma soprattutto in agricoltura. C’è chi fa e vende falso Parmigiano oppure falsa mozzarella o pasta e così via, falsificando in ogni modo e ovunque nel mondo le nostre eccellenze alimentari. E c’è chi trasforma pomodori che vengono chissà da dove in pomodori italiani“, aveva aggiunto il Ministro.
foto -© Silvia Michela Carrassi
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