Roberta Piergallini è dal 2006, una della brillanti redattrici del Maurizio Costanzo Show. Marchigiana, sta pian piano costruendo con sagacia e competenza la sua carriera professionale.
L’abbiamo incontrata per sapere qualcosa in più del suo interessante lavoro.
Roberta, come hai scelto di fare la giornalista?
”Fin da piccola, almeno inconsciamente, ho saputo che avrei svolto questo mestiere. Alle elementari già mi occupavo del giornalino della scuola, ma la mia prima e vera esperienza professionale nel settore giornalistico è stata nel 1998, anno in cui ho iniziato a collaborare con un’emittente televisiva della mia regione. L’impatto è stato senza dubbio forte, tutte le mattine, alle 7, 30 in diretta, conducevo la rassegna stampa, leggendo tutti i titoli dei principali quotidiani locali e nazionali. Fin dai primi tempi ho capito che quella doveva essere la mia professione, malgrado la levataccia mattutina, ero molto stimolata da ciò che svolgevo. Molti telespettatori, che mi seguivano, spesso mi fermavano per strada, dicendo che per loro era un vero piacere svegliarsi al mattino, accendere la tv e vedere me, che li informavo sui fatti del giorno. È stata una bella gavetta, per certi versi gratificante, che ricordo con un pizzico di nostalgia.
Dopo varie esperienze presso emittenti regionali, sei arrivata in Rai, poi sei passata nello staff di Maurizio Costanzo, cosa significa lavorare con lui?
“Lavorare con Maurizio Costanzo, mostro sacro della televisione e del giornalismo italiano, è un privilegio che non capita a molti. Devo ritenermi fortunata di essere stata scelta da lui personalmente per lavorare in una trasmissione storica quale il Maurizio Costanzo Show, che dallo scorso settembre è sul digitale terrestre Mediaset. Costanzo è l’emblema della professionalità unita a grande intuizione ed umanità . Sto cercando di apprendere il più possibile da lui.”
Tra i numerosi ospiti del Maurizio Costanzo Show, vi è stato qualcuno che ti ha colpito particolarmente, magari per la sua storia o altro?
“A dire il vero si, proprio nei giorni scorsi abbiamo avuto ospite un’insegnante ascolana, Maria Collina, che ha da poco pubblicato il libro “prendi le mie mani” in memoria del padre Guerrino, rimasto cieco e senza mani da ragazzino, nel 1925, a causa dello scoppio di una bomba.
Malgrado tale tragedia Guerrino non si e’ perso d’animo, ha riacquistato la vista, con l’aiuto della Regina Elena di Savoia, ha poi terminato gli studi e, nonostante la sua menomazione alle mani, è diventato un validissimo artista ( ha esposto più di 300 quadri ), ottenendo vari riconoscimenti.
Sono rimasta colpita da questa storia singolare, alla quale mi sono interessata, tra l’altro la “coincidenza strana” è che Maurizio Costanzo, aveva intervistato Guerrino nel 1960 per il settimanale “Grazia” e si è ricordato perfettamente di quello straordinario uomo.”
Bruno Allevi
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