Biella: Poteva essere uno dei tanti casi di truffa online trattati quotidianamente dalla Polizia Postale se non fosse che questa volta il truffatore, un ragazzo di 17 anni, ha rischiato di mettere nei guai il padre utilizzando la postpay a lui intestata. E la Polizia coglie l’occasione lanciare un appello ai genitori dei numerosi giovani utenti del web ad attenzionare maggiormente i figli che si interfacciano con internet.
Tutto è iniziato dalla denuncia presentata da una 50enne di Cossato presso gli uffici della Polizia Postale di Biella lo scorso gennaio. La donna raccontava che qualche tempo prima, volendo fare un regalo di compleanno al figlio, su un sito di acquisti online trovava l’annuncio di vendita di una playstation 3 al prezzo di 180 euro, apparecchio praticamente nuovo in quanto utilizzato soltanto per un mese.
Dopo uno scambio di mail per concludere l’accordo, la signora si recava all’ufficio postale di Cossato per versare i 180 euro sulla postpay indicato dal venditore. Dopo il pagamento passavano i giorni e le settimane ma della playstation neanche l’ombra e la donna decideva quindi di rivolgersi alla Polizia. Gli investigatori della Postale si mettevano a lavoro accertando come la postpay del venditore fosse intestata ad un 50enne della provincia di Bergamo. La Polizia Postale di Biella investiva quindi della questione i colleghi bergamaschi che interrogando il sospetto truffatore scoprivano che sebbene la postpay fosse a suo nome, di fatto era in uso al figlio 17enne che la utilizzava normalmente per acquisti e vendite sul web. Le brutte sorprese per il padre non erano però finite: più che per la truffa di per sé l’uomo rimaneva incredulo nell’apprendere che la playstation 3 messa in vendita su internet era quella che aveva regalato al figlio appena un mese prima per natale..
Rimessi gli atti alla Polposta biellese e conclusi gli accertamenti, quest’ultima denunciava il 17enne per truffa. Un caso del genere non è però isolato e la Sezione Polizia Postale di Biella coglie l’occasione per invitare le famiglie a seguire maggiormente i figli che quotidianamente utilizzano internet: comportamenti che possono all’apparenza sembrare poco più che goliardate in realtà conducono a delle conseguenze penali in grado di incidere sulla crescita sociale ed ingresso nel mondo del lavoro dei giovani.
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