Il progetto #BioQuar, coordinato dall’Isafom-Cnr, controlla con continuità le emissioni nocive dalle discariche dell’area Vasta di Giugliano a partire dall’aprile 2015, attraverso postazioni fisse e campagne di misura che si avvalgono degli aerei da ricerca Sky Arrow-ERA. Ogni trenta minuti viene rilevata l’emissione in atmosfera di gas serra, mentre i composti organici tossici sono misurati mensilmente.
“In un anno, il complesso delle discariche ha rilasciato in atmosfera 1018 tonnellate di metano e 7236 tonnellate di anidride carbonica” afferma Enzo Magliulo, coordinatore di BioQuar. “Queste quantità sono pari rispettivamente al consumo annuo di 1284 famiglie ed all’emissione oraria di 268 automobili in continuo movimento e rappresentano un contributo cospicuo al riscaldamento globale del pianeta”. Tali stime, ottenute per via micrometeorologica, risultano confrontabili con i valori aggregati delle misure effettuate direttamente sul substrato di discarica e con i bilanci di massa atmosferici realizzati dai velivoli ERA e pertanto sono da considerare valicate ed attendibili.
“Nel biogas sono stati rilevati oltre 90 Composti Organici Volatili (COV)” riferisce Rita Baraldi di Ibimet-Cnr. “La presenza di metietilchetone (MEK), stirene, dicloroetilene, insieme a tenori elevati di #BTEX, costituisce un’evidenza indiretta di conferimenti “anomali” di scarti industriali in queste discariche”. Il #MEK è un solvente usato in vernici e colle, nonché nella produzione di tessuti plastici, ed insieme a dicloroetilene e stirene è considerato un rifiuto speciale, in quanto irritante della pelle ed altamente infiammabile. Poiché la presenza di MEK e dicloroetilene è stata osservata solo in alcuni tubi di captazione, è ragionevole supporre che i residui industriali siano confinati in aree specifiche, possibilmente in fusti che generano flussi gassosi localizzati nelle aree dove ci sono state perdite, che con ogni probabilità passano nel percolato.
In aggiunta alle misure effettuate dai tubi di captazione, determinazioni dei #COV sono state effettuate mediante uno spettrometro #PTR-MS-TOF di ultima generazione, direttamente in atmosfera ed in tempo reale. È stata rilevata la presenza di una miscela di butadiene, ciclobutene e metilciclopropene, non presenti nelle emissioni dai tubi. Tali composti potrebbero derivare dalla combustione dei gas emessi, oppure da incendi, assai frequenti nell’area. In particolare, l’1,3-butadiene è tossico per l’uomo. “Rilevante è anche la presenza di una miscela di 2-metossietanolo, propilen-glicole
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